Massimo D'Alema

Massimo D'Alema

Presidente della Fondazione Italianieuropei.

Per una nuova prospettiva politica

Finalmente sembra aprirsi una discussione nella sinistra e nel Partito Democratico sulle ragioni della sconfitta del 4 marzo e sulle prospet­tive sul futuro. C’è voluta la spinta di quelle migliaia di militanti della sinistra che, dopo mesi di frustrazione, sono tornati in piazza. Certamente si può e si deve ripartire da questa generosa volontà di tornare in campo, dalla disponibilità a impegnarsi, dal bisogno di tante persone che la sinistra torni a esserci e a dire la sua sulle prin­cipali questioni del paese. C’è voluto molto tempo perché tornasse a manifestarsi qualche segnale di vita, tuttavia credo si debba guardare con rispetto alla vicenda travagliata e confusa che il Partito Demo­cratico e la sinistra italiana nel suo complesso stanno vivendo dal 4 marzo. Sarebbe troppo facile abbandonarsi a un giudizio liquidato­rio, ma non può essere questo il modo di ragionare di chi abbia a cuore non solo gli ideali e i valori della sinistra ma anche l’avvenire della nostra democrazia.

Ci unisce il legame con il socialismo europeo

Caro Giuliano, nella nascita di una rivista c’è sempre qualcosa di temerario. Difficile dire se verrà letta con la stessa passione con la quale è stata pensata. Soprattutto ci si chiede se riuscirà a riempire il vuoto che la motiva. Quando, anni fa, ne parlammo per la prima volta immaginavamo un luogo aperto di dialogo tra le grandi tradizioni del riformismo italiano. Non potevamo prevedere l’accelerazione brusca della storia e l’irrompere di problemi – il nuovo terrorismo è uno di questi – che mutano non solo l’agenda politica ma il senso comune delle persone e persino lo spirito del tempo.
Sono convinto che tutto ciò renda più urgente una ricerca sulle ragioni, i punti di forza e anche i limiti, di un riformismo moderno, attrezzato a reggere l’impatto di eventi che già stanno modificando la vita di ciascuno e la nostra percezione della realtà. Certo è arbitrario considerare l’11 settembre lo spartiacque tra due epoche, eppure c’è qualcosa di simbolico nel comporsi, sotto i nostri occhi, di una coalizione politica su scala mondiale senza precedenti nel “secolo breve”.

Editoriale 2/2018

Non è facile capire i tratti della nuova fase politica che si è aperta. Difficile dire se siamo all’inizio di una confusa transizione o se è davvero un nuovo bipolarismo quello che si delinea dopo il 4 marzo. Ma certamente un lungo periodo storico si è concluso con un risultato elettorale che segna una svolta da cui il paese difficilmente tornerà indietro.

La sconfitta e il drastico ridimensionamento di entrambe le forze (PD e Forza Italia) che hanno rappresentato i pilastri del bipolarismo italiano e che sono l’espressione delle due grandi famiglie politiche europee apre scenari inediti. Nelle elezioni del 2013 tale tendenza si era già manifestata, ma in questi anni nulla è stato fatto per invertire la rotta. Al contrario, le scelte compiute hanno trasformato il lento bradisismo in una frana rovinosa che ha travolto l’equilibrio politico che per oltre vent’anni ha caratterizzato il paese.

Editoriale 5/2017

Cosa ci dice il voto tedesco sullo stato di salute della sinistra in Eu­ropa? Innanzitutto ci racconta del lento logoramento subìto da quel­le forze che per troppo tempo hanno condiviso la responsabilità e l’impegno del governo di Grande coalizione. Al netto dell’eclatante e allarmante risultato ottenuto dal partito di estrema destra Alterna­tive für Deutschland, che conquistando il 13% dei consensi diventa la terza forza politica del panorama tedesco, c’è da rilevare che, per fortuna, esiste ancora un 87% di tedeschi che sceglie di votare per partiti saldamente democratici.

Un salto di qualità per l’Europa

Stretta tra l’ostilità di Trump e il rinnovato attivismo russo, l’Europa si trova ad affrontare uno scenario allarmante in cui nazionalismo, protezionismo e politica di potenza tendono confusamente a soppiantare il tentativo di realizzare una governance multilaterale e condivisa della globalizzazione. Purtroppo, non pare esservi sin qui una visione strategica comune su come il Vecchio continente debba reagire alla nuova situazione internazionale. Si prefigura come via di uscita l’ipotesi di un’Europa a più velocità, di una pluralità di cooperazioni rafforzate che potranno svilupparsi sulla base di diversi raggruppamenti di paesi. È però essenziale che tale processo abbia una guida forte, che passa innanzitutto attraverso una rinnovata collaborazione tra Germania e Francia.

Reichlin, spirito inclusivo e intento ricostruttivo per una nuova sinistra

In ricordo di Alfredo Reichlin, tra i fondatori di Italianieuropei, da sempre membro dei suoi organi dirigenti e punto di riferimento politico e intellettuale per la Fondazione, pubblichiamo il breve intervento di Massimo D’Alema pronunciato, a poche ore dalla scomparsa, presso il Tempio di Adriano, in occasione della manifestazione promossa dal Gruppo alla Camera dei deputati di Articolo 1 - Movimento democratico e progressista per il settantesimo anniversario dell’approvazione in Assemblea costituente del primo articolo della Costituzione italiana.

Fondamenti per un programma della sinistra in Europa

La sinistra sembra essere il bersaglio principale di quell’ondata di sentimento avverso alla politica, di quella diffusa protesta contro l’establishment che percorre gran parte dell’Europa. Non è difficile capire perché. In realtà, è persino naturale che sia proprio la sinistra a essere sul banco degli imputati, nel momento in cui la globalizzazione selvaggia provocata dal capitalismo finanziario e la sua successiva crisi hanno innanzitutto colpito protezioni e diritti sociali, aggravando diseguaglianze e povertà. In questo contesto, la sinistra appare una forza che, ben più dei partiti conservatori, è venuta meno alle sue ragioni costitutive e alla sua missione storica.

Le responsabilità dell'Occidente nelle guerre arabe

Mentre scrivo questo editoriale si combatte ancora per le strade di Kobane. Solo l’eroismo dei peshmerga e della popolazione curda sembra ostacolare l’avanzata degli integralisti dell’IS. L’offensiva aerea voluta e condotta dagli americani si è rivelata scarsamente efficace, mentre permane la sostanziale inerzia e l’impressionante cinismo della Turchia e di diversi paesi arabi che, dopo avere sostenuto, finanziato e, talora, armato gli integralisti, ora sostanzialmente assistono alla tragedia in atto.

Il voto europeo: le ragioni di un successo straordinario - di Massimo D'Alema

Il risultato di domenica ha dimostrato che il PD può catalizzare sia il voto degli elettori che vogliono il cambiamento, sia una fetta importante di voto moderato, di chi vuole fare argine al caos, all’instabilità politica e alla violenza verbale. Questi gli ingredienti di un successo straordinario che rappresenta un patrimonio da spendere con intelligenza nel governo e nelle istituzioni del nostro paese e in quelle europee.