Mark Leonard

Mark Leonard

è direttore dello European Council on Foreign Relations

Il Parlamento che odia se stesso

Lo scetticismo nei confronti dell’Unione europea si sta espandendo in maniera preoccupante, come dimostrano l’alleanza antieuropea tra Marine Le Pen e Geert Wilders e il loro tentativo di coinvolgere diversi altri partiti della destra europea in quella che, nelle loro in­tenzioni, costituirebbe una campagna per la liberazione dal giogo di Bruxelles. Tuttavia, anche la sinistra non è esente da queste tendenze e, nonostante gli analisti siano ancora diffidenti sulla gravità del­la situazione, i blocchi euroscettici sono i favoriti nei sondaggi sulle prossime elezioni, soprattutto perché traggono vantaggio dalla crisi dell’euro e dalle conseguenti politiche di austerità. Il rischio è quello di eleggere un Parlamento che odia se stesso e che, in definitiva, desi­dera la propria abolizione e di aprire così la strada a uno shutdown dell’Europa.

La democrazia in Europa. Come l'Unione europea potrà sopravvivere nell'era dei referendum

L’Unione europea non è mai stata amata, ma per la maggior parte degli ultimi cinquanta anni è stata accettata. Gli elettori, fintanto che la UE ha garantito loro maggior benessere e sicurezza, hanno acconsentito a delegare a burocrati e politici la definizione di ciò che andava scritto nei trattati. Quell’epoca è finita, e l’elettorato francese e olandese ci ha rivelato perché. I cittadini non sono più disposti a farsi guidare dai loro governi: per molti di loro l’Europa rappresenta un problema, piuttosto che una soluzione. Un numero crescente di politici – persino nel cuore della «vecchia Europa» – è pronto ad attaccare l’UE pur di trarne vantaggio per la propria carriera politica personale. Gli ultimi sondaggi di Eurobarometro rivelano che solo metà dei cittadini dell’Unione (il 52%) ritiene che il proprio paese tragga vantaggio dall’appartenenza all’Unione europea.

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