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L’Iraq, l’IS e la Siria: un’altra guerra del Golfo?

L’ascesa dello Stato islamico, già ISIS, in Iraq e l’efferatezza con cui esso agisce fanno temere a molti commentatori che si tratti delle premesse di un nuovo e ampio conflitto regionale. Di certo l’IS ha delle caratteristiche nuove: è ben organizzato sia politicamente che militarmente, ha degli obiettivi di state-building e usufruisce di importanti risorse finanziarie. Di fronte alla sua minaccia l’Unione europea non può ancora una volta crogiolarsi nel suo consueto immobilismo.

Assad il temporeggiatore e la guerra permanente in Siria

A pochi giorni dalle elezioni presidenziali siriane, che in tutta probabilità confermeranno Assad, la Siria continua a essere devastata dagli scontri. Alla luce dell’impotenza della comunità internazionale e della posizione di vantaggio dell’esercito regolare rispetto ai ribelli, il rischio è il cronicizzarsi del conflitto.

La guerra di Siria e Ginevra II. Una diplomazia difficile ma imprescindibile

Lo scorso 22 gennaio, i colloqui di Ginevra si sono aperti su questioni “minori” (come il cessate-il-fuoco e gli aiuti umanitari), che avrebbero potuto servire a individuare un valido punto di partenza per le trattative fra i belligeranti, per poi spostarsi sul tema cruciale del governo transitorio. Il regime di Damasco, per il quale guadagnare tempo è vitale, è riuscito frattanto a riconquistare un certo credito internazionale, grazie all’impegno a smantellare il suo arsenale chimico-batteriologico e alle sempre più evidenti infiltrazioni di formazioni integraliste fra le file degli oppositori.

Siria: l’intesa delle superpotenze che salva Assad

L’accordo dello scorso 14 settembre fra Stati Uniti e Russia potrebbe costituire un importante spartiacque nella guerra civile siriana. Esso però sembra anche garantire la sopravvivenza del regime di Assad, che quindi ha tutto l’interesse a rispettarlo.

Il movimento non violento siriano. L'interlocutore dimenticato dall'Europa

L’immagine della Siria diffusa all’estero è quella di un paese dominato dal caos e dalla violenza. Al di là di questa, però, esiste
un’altra Siria in cui migliaia di attivisti non violenti si oppongono, senza imbracciare fucili, alla repressione e lavorano coraggiosamente per l’unità di un paese libero e indipendente. È questa la Siria a cui devono rivolgersi, per guardare al futuro, i governi democratici europei.

L'Iran del presidente Rohani e la questione siriana

L’importanza cruciale che la questione siriana ha assunto per l’Iran e il conseguente massiccio sostegno militare offerto al governo Assad si spiegano con l’isolamento strategico, sia a livello regionale che internazionale, che il paese sta vivendo. Tuttavia, le recenti elezioni presidenziali hanno riservato notevoli sorprese, portando al potere a Teheran il pragmatico e riformista Hassan Rohani. È un segnale importante, che lascia sperare nell’avvio di una nuova stagione di relazioni più distese con i paesi dell’area, con l’Europa e con l’Occidente.

L’altra guerra di Siria

Considerata dal punto di vista di Israele, la questione della guerra civile siriana presenta molte sfaccettature, e soprattutto molte incognite e un sostanziale paradosso. Per il governo israeliano, la permanenza al potere di Assad ha sempre garantito la stabilità del “non confine” del Golan. D’altra parte, il regime di Damasco è sostenuto apertamente proprio dagli arcinemici d’Israele: Hezbollah e l’Iran. Il futuro della Siria e il suo possibile disfacimento costituiscono dunque motivo di grande apprensione per il governo israeliano e allontano anche la possibilità che si riapra il processo di pace.

Ankara versus Damasco: i cambiamenti della strategia turca

La violenta repressione del regime siriano e la determinazione di Assad a non lasciare la presa hanno indotto il governo turco a mutare drasticamente strategia nei confronti del vicino. Dai vani tentativi di mediazione, Ankara è passata alla risposta armata contro i colpi di artiglieria provenienti dal territorio siriano. Le relazioni fra i due paesi sono inoltre rese più difficili sia dal crescente numero di rifugiati che dal ruolo giocato dai curdi siriani.

Syria’s Entanglement

The already difficult Syrian situation is worsened by the fact that the country is a religious and ethnic mosaic and by its peculiar geographic position, surrounded by countries with diverse interests, to which those of Putin II’s Russia must be added.

Syria: Between Revolt and Civil War

It has been fifteen month since Syria is perturbed by two parallel phenomena, the revolt against Bashar al-Assad’s regime and a civil war between Sunnis and Alawites. Considering the strategic position of the country, an intervention, more or less direct, of external actors will be determining for the outcomes of the revolution and the religious-based conflict.

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