Visualizza articoli per tag: acqua

Per chi non le beve tutte

I fautori del ˝sì˝ al referendum sull’acqua cavalcano i temi della privatizzazione e della svendita del bene “pubblico” per eccellenza senza considerare alcuni aspetti fondamentali della questione: come possono le imprese pubbliche far fronte agli ingenti investimenti di cui necessitano le infrastrutture del sistema idrico? Perché opporsi a priori a una legge che consentirebbe la creazione di migliaia di posti di lavoro?

Dietro l’acqua pubblica la rendita di monopolio

La qualità e il costo del servizio idrico in Italia non reggono il confronto con la media europea: il monopolio pubblico non è la soluzione ideale. Il coinvolgimento di soggetti privati, invece, potrebbe garantire alla collettività servizi efficienti, inseriti nelle dinamiche competitive del mercato e al contempo sottoposti alla regolazione pubblica. Invece che l’abrogazione del decreto Ronchi-Fitto, sarebbero necessarie l’istituzione di un’Autorità indipendente e l’introduzione di criteri di regolazione rigorosi e validi su tutto il territorio nazionale.

Dal decreto Ronchi ai referendum: quale futuro per l’industria idrica italiana?

Quanta complessità si cela dietro il semplice gesto di aprire un rubinetto per vederne sgorgare dell’acqua potabile, di buon sapore, inodore, incolore e disponibile in ragionevoli quantità e a tariffe accessibili?


Acquista la rivista

Abbonati alla rivista

Su iPad e Kindle