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Contenere l’estremismo. Le misure dell’UE contro la minaccia dei foreign fighters

Alle molte minacce del terrorismo internazionale si aggiunge ora quella rappresentata dai foreign fighters. Per contrastarla occorre un’azione coordinata e decisa di tutti i paesi membri dell’UE sulla quale, da ultimo, si è concentrato il Consiglio dei ministri degli Affari interni dell’UE tenutosi il 9 ottobre scorso.

Quale industria per il Libro bianco della difesa?

L’obiettivo della stesura del nuovo Libro bianco della difesa, la cui esigenza era ormai avvertita da diversi anni, sarà quello di definire
un quadro di riferimento per lo strumento militare e incentivare un approccio condiviso, integrato e globale a livello nazionale sulle tematiche di sicurezza e difesa che investa anche altre capacità e competenze non strettamente militari. Tra queste ricopre un ruolo di primo piano il settore industriale.

Le dimensioni duali dell'Esercito Italiano

I rapidi cambiamenti in atto nel mondo pongono sfide sempre nuove alla sicurezza dell’Italia e dell’Europa. Il nostro paese, in particolare, dovrà confrontarsi con l’accentuarsi delle fragilità ambientali e l’aumento dei flussi migratori. Anche di fronte ai nuovi rischi il ruolo dell’Esercito rimane fondamentale. Per mantenerlo il più efficiente possibile, è necessario non solo dotarlo di mezzi tecnologicamente all’avanguardia, ma, in partenariato con l’industria, renderlo pienamente duale, in grado cioè di assolvere tanto a operazioni militari quanto a operazioni civili.

Parlamento e politica della difesa

La gestione delle questioni militari è stata sempre affidata, anche negli ordinamenti democratici, inclusa l’Italia, agli organi tecnici e agli esecutivi ma non ai Parlamenti, di solito a poco agio con quello che potrebbe definirsi il lato “oscuro” della politica. Ne è conseguito un profondo distacco tra la cultura della difesa e la vita democratica del paese. In particolare, le questioni inerenti alla difesa non sono mai entrate a far parte a pieno titolo di un dibattito pubblico informato. Tuttavia, i cambiamenti geopolitici occorsi dalla fine della guerra fredda richiedono l’elaborazione di un nuovo modello di difesa e la definizione di un diverso ruolo per il Parlamento. Questa dialettica democratica, se ben gestita, non potrà avere che conseguenze virtuose.

Il governo dei nuovi equilibri strategici e il ruolo dell'Italia

L’Italia, che da anni contribuisce attivamente agli sforzi per garantire la sicurezza del nostro pianeta, ha oggi, grazie al raggiungimento di una nuova stabilità politica, tutte le carte in regola per confermare e rafforzare questo ruolo, all’interno tanto della NATO quanto della difesa comune europea, che si auspica riacquisti presto nuovo slancio. Di particolare importanza rimane l’area del Mediterraneo, che è al momento la regione in cui si concentrano le principali sfide geopolitiche.

Proposte per un sistema di difesa europeo integrato

L’emergere di nuovi rischi e minacce globali, dislocati soprattutto nell’area del Mediterraneo, rende quanto mai urgente reimpostare le
linee strategiche della politica estera italiana nell’ambito della difesa e della sicurezza. L’elaborazione di un nuovo Libro bianco offre pertanto un’opportunità ineludibile per pianificare al meglio la nostra spesa militare e contribuire a rilanciare l’Alleanza atlantica, nella
prospettiva di garantire all’Europa un ruolo decisivo nello scenario mediterraneo. Per ottenere ciò occorre aderire più convintamente alla strategia di smart defence promossa dalla NATO, adottando un sistema di difesa europeo sempre più integrato, tecnologico e veloce.

Oltre la legge Di Paola

La drammatica situazione finanziaria dell’Italia ha imposto una riorganizzazione in senso riduttivo delle Forze armate. La legge Di
Paola approvata alla fine del 2012 – così come la precedente riforma del 1997 – non si è mostrata abbastanza incisiva nella revisione
strutturale del sistema militare italiano, revisione che deve invece rispondere a esigenze di razionalizzazione in senso efficientistico. La redazione di un nuovo Libro bianco offre però l’opportunità di cambiare finalmente in modo radicale le cose, avendo come obiettivo la definizione razionale di un modello di difesa idoneo a supportare la politica estera italiana e compatibile con le risorse umane e finanziarie che è possibile rendere disponibili.

Intelligence e nuove minacce

Alle minacce cui tradizionalmente i servizi di intelligence sono chiamati a fare fronte, se ne aggiungono oggi di nuove, sia perché si aprono ulteriori fronti di instabilità geopolitica – in Africa, ad esempio, in particolare in Libia – sia perché emergono fenomeni prima sconosciuti, come i pericoli legati al cyberspace. Di fronte al crescere dei rischi e alla presenza di minacce sempre più globalizzate è indispensabile una risposta collettiva fondata su una nuova cultura della sicurezza e dell’intelligence che abbia quale pietra angolare l’equilibrio fra diritto pieno alla sicurezza e rispetto dei diritti universali dell’uomo.

Perché serve il Libro bianco

L’attuale contesto politico e strategico, con la sua mancanza di certezze sulle sfide e le minacce di domani, unito alla difficile situazione economica dell’Italia, che spinge a fare delle scelte circa struttura, dotazione e compiti delle Forze armate, impone di ridisegnare in termini complessivi il nostro sistema di difesa. Per questo serve oggi un Libro bianco per la difesa, non un documento che certifichi cosa essa sia oggi, bensì una mappa che indichi priorità, obiettivi, strumenti e limiti per la costruzione del sistema di difesa italiano del prossimo futuro.

L’Afghanistan verso l’opzione zero. Ma per l’America non è un nuovo Vietnam

Gli Stati Uniti si preparano a lasciare l’Afghanistan. Nonostante le analogie, l’Afghanistan non è il Vietnam del 1973, e il ritiro americano rientra nella riconfigurazione della posizione globale degli USA. Tuttavia le truppe statunitensi, al cui ritiro seguirà quello degli alleati, si lasceranno alle spalle un paese ancora lacerato dalle tensioni etniche e minacciato dalla “riscossa” talebana.

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