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Gli interventi dei Dialoghi Asolani

Gli interventi al workshop "La legalità del cittadino, la legalità delle istituzioni", organizzato congiuntamente dalla Fondazione Farefuturo e dalla Fondazione Italianieuropei, che ha visto la partecipazione e il confronto di personalità del mondo della politica, delle istituzioni e dell’economia.

Giustizia. I nodi del processo penale

In occasione dell’uscita del n. 1/2010 di “Italianieuropei. Bimestrale del riformismo italiano”, mercoledì 24 febbraio alle ore 16 si terrà una discussione sulla giustizia con Edmondo Bruti Liberati, Massimo D’Alema, Andrea Orlando, Gaetano Pecorella e Luciano Violante.

La spettacolarizzazione mediatica del processo penale

Nell’antica Roma la giustizia era raffigurata come una dea con gli occhi bendati. Giudicare impone di non vedere: operazione impossibile in un universo saturo di immagini come il nostro. Oggi la benda è caduta e la giustizia si offre allo sguardo mediatico che tutto vuole sapere e vedere, subito. Basta un clic. Ma visibilità e conoscenza non viaggiano sempre insieme. Offrire il processo allo sguardo mediatico senza la mediazione del “rituale” giudiziario significa, spesso, mandare in scena uno spettacolo dell’assurdo che indebolisce giustizia e informazione, pilastri delle democrazie liberali. E non contribuisce a svelare il “mistero” del processo.

Giustizia penale e società italiana: appunti per un programma

Un’agenda per la riforma della giustizia penale italiana non può che partire dalla necessità di restituirle efficienza, senza limitare le sue finalità di tutela dei diritti delle vittime, degli accusati, dei condannati. La grave inerzia del sistema giudiziario italiano, che inevitabilmente finisce per riprodurre diseguaglianze sociali, può essere affrontata imboccando l’unica direttrice dotata di razionalità e lungimiranza: quella della depenalizzazione e della decarcerizzazione.

Il rapporto tra procure e magistratura giudicante

L’osservazione di altri sistemi giudiziari europei può essere d’aiuto nella ricerca di soluzioni praticabili nella riforma delsistema italiano, al fine di ottenere una giustizia efficiente, trasparente, che dia garanzie effettive a tutte le parti coin¬volte e che agisca in tempi ragionevoli. Vanno tenuti fermi il valore dell’indipendenza della pubblica accusa e l’obbligatorietà dell’esercizio dell’azione penale, e ciò – a dispetto dell’opinione di molti – può avvenire attraverso la piena separazione tra giudici e accusa per un verso e la riduzione del sistema penale per l’altro.

La penalizzazione della politica: una peculiarità italiana?

La crescita del rilievo politico della giustizia penale è un fenomeno che non riguarda solo l’Italia. Anche altri paesi, come gli Stati Uniti e la Francia, hanno conosciuto negli ultimi decenni fenomeni simili. Il caso italiano si distingue però per via di un assetto che tende a moltiplicare le indagini e il loro impatto e, quindi, le tensioni fra giustizia e politica. Si tratta di una tendenza che, alla lunga, non può che logorare la tenuta di tutte le istituzioni dello Stato.

La riforma del sistema penale: tra urgenza degli interventi e necessità di un approccio di sistema

Il sistema penale soffre di mali strutturali. Con quale metodo si deve procedere ad una ricognizione delle cause delle disfunzioni e alla prospettazione di possibili vie di uscita? La politica del contingente ha finito per costituire una delle principali cause dei problemi che affliggono la giustizia penale. È improcrastinabile un approccio di sistema, che rifugga da slogan riformistici.

Oltre la crisi: un approccio diverso per il settore penale

La crisi della giustizia penale non è senza speranza. Una politica di recupero dell’arretrato è fondamentale a fronte di uffici giudicanti ormai in grado di esaurire lo stesso numero di procedimenti sopravvenuti. Nessuna azione è di per sé risolutiva, e occorre operare su diversi piani: risorse adeguate finalizzate a progetti organizzativi, un intervento penale ricondotto a extrema ratio, mirate modifiche processuali, estensione delle pratiche virtuose già in atto.

Qualche idea per restituire funzionalità alla giustizia penale

La crisi della giustizia penale richiede riforme che riducano l’area del diritto penale, semplifichino la disciplina processuale, rivedano le circoscrizioni giudiziarie, riqualifichino il personale amministrativo, assicurino adeguati e idonei str¬menti materiali. Ma qualsiasi riforma deve salvaguardare il principio di obbligatorietà dell’azione penale e l’indipendenza del pubblico ministero.

Rischi e prospettive di una riforma costituzionale della giustizia penale

Le priorità di una riforma della giustizia penale al servizio dei cittadini devono essere individuate in interventi di legislazione ordinaria idonei a rendere la macchina giudiziaria più efficiente: riorganizzazione delle sedi e degli uffici, soluzione del nodo delle sedi disagiate vacanti, informatizzazione, interventi legislativi diretti ad eliminare le cause di rinvio e annullamento dei processi e ad abbattere la loro durata.
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