Trumpismo

Di Fortunato Musella Mercoledì 21 Dicembre 2016 17:26 Stampa

Il conio del termine è troppo recente per consacrare il concetto agli onori dei dizionari di scienza politica. Non riferendosi a un corpo dottrinario preciso e a un set di definite politiche pubbliche, l’espressione non ha nulla a che fare con quegli -ismi che hanno fornito alla politica gambe su cui muoversi.
Rispetto al tempo delle grandi narrazioni novecentesche, registriamo una distanza abissale. Eppure la parola “trumpismo” è stata sempre più spesso utilizzata da analisti e osservatori a partire dall’affermazione elettorale di Donald Trump, la cui salita alla Casa Bianca è sembrata imprimere un considerevole salto di scala a molti processi della politica contemporanea. Si è, infatti, passati dal notare una normale patologia delle democrazie al constatare una normalità patologica: i partiti che si collocano ideologicamente al di fuori dei canoni classici della democrazia liberale, e che la osteggiano apertamente, ne diventano attori cruciali.

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