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La sinistra in Europa e l'Islam radicale nel numero 5-6/2016

Di Italianieuropei Venerdì 30 Dicembre 2016 11:09 Stampa

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SBANDAMENTO A SINISTRA | Nel momento in cui la globalizzazio­ne selvaggia provocata dal capitalismo finanziario e la sua successiva crisi hanno innanzitutto colpito protezioni e diritti sociali, aggravan­do diseguaglianze e povertà, la sinistra, ben più dei partiti conservatori, è finita sul banco degli imputati. In parte a ragione, perché cedendo a una visio­ne neoliberista e accettando l’idea che anche il welfare so­cialdemocratico fosse un peso da alleggerire nell’epoca della compe­tizione globale è venuta meno alle sue ragioni costitutive e alla sua missione storica. La sinistra potrà fare argine al dilagante sentimento antiestablishment soltanto se sarà in grado di tornare a svolgere il suo ruolo fondamentale: essere, cioè, la forza capace di ridurre le diseguaglianze, combattere la povertà, restituire dignità al lavoro.

ISLAM RADICALE, IL LIMITE A UN DIALOGO POSSIBILE | La presenza dell’Islam in Europa, l’apparire sulla scena pubblica dei musulmani, l’emergere di pratiche e simboli religiosi nelle diverse sfere della vita sociale costrin­gono la dimensione pubblica europea a rivedere il piano condiviso della secolarizzazione e a cercare un nuovo punto d’incontro con l’al­tro. Un punto d’incontro che va trovato superando i pregiudizi e la diffidenza per il “diverso” e attingendo all’unico antidoto utile a contrastare le preclusioni: la conoscenza reciproca.

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Del numero 5-6/2016 di Italianieuropei sono online gli articoli di Massimo D’Alema, Marco Almagisti e Paolo Graziano, Aldo Cazzullo, Franco Cardini, Anna Loretoni.