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Oltre l’austerità: politiche alternative per l’occupazione e la crescita

Di Italianieuropei Venerdì 04 Maggio 2012 12:21 Stampa
Oltre l’austerità: politiche alternative per l’occupazione e la crescita Foto: Salvatore Contino

Mercoledì 2 Maggio, a Roma, si è tenuto l'incontro "Oltre l’austerità: politiche alternative per l’occupazione e la crescita" organizzato dalla Foundation for European Progressive Studies, la Initiative for Policy Dialogue e la Fondazione Italianieuropei. Sono intervenuti Mario Monti, Presidente del Consiglio dei Ministri, e Joseph Stiglitz, Premio Nobel per l’Economia. Ha presieduto Massimo D’Alema.

Video dell'incontro


Rassegna stampa

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The two-day conference

Autorevoli economisti progressisti – come il Professor Joseph Stiglitz, Premio Nobel per l’Economia, José Antonio Ocampo, candidato alla presidenza della Banca Mondiale, Peter Bofinger, ex membro del German Council of Experts, e Stephany Griffith-Jones, Direttore della Ricerca sui mercati finanziari dell’IPD, ed emininenti politici come Massimo D’Alema, Giuliano Amato, il Presidente del Consiglio Mario Monti, Hannes Swoboda, Presidente del Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo, Alfred Gusenbauer, già Cancelliere austriaco, e Ricardo Lagos, già Presidente del Cile – si sono riuniti a Roma il 2 e 3 maggio per la conferenza organizzata da tre importanti think tank progressisti, la Foundation for European Progressive Studies (FEPS), la Initiative for Policy Dialogue (IPD) e la Fondazione Italianieuropei. Tre giorni prima del ballottaggio delle elezioni presidenziali in Francia, i partecipanti alla conferenza hanno reclamato la necessità di andare oltre l’austerità.

«Ci sono così tanti disastri naturali al mondo, come i terremoti e gli tsunami. È una vergogna aggiungere disastri provocati dall’uomo » dice il Professor Stiglitz. «Ma questo è quanto l’Europa sta facendo. L’Europa e specialmente i poveri e i giovani stanno sopportando il fardello maggiore».

Nessuna grande economia – e l’Europa è una grande economia – è mai uscita da una crisi attraverso l’austerità, hanno ammesso i partecipanti. Ma, l’austerità sempre, inevitabilmente e prevedibilmente, rende le cose ancora peggiori. Perché l’austerità non porterà né crescita né fiducia. Anzi, distruggerà entrambe, non importa quanti discorsi siano fatti sull’importanza di fiducia e crescita.

Beyond austerity: alternative policies for employment and growth

«Mentre si aspetta il risultato delle elezioni presidenziali di domenica prossima, François Hollande ha già aperto il dibattito sulla crescita, sottolineando quanto l’austerità non sia accettata dalla popolazione» ha detto il Presidente della FEPS e di Italianieuropei Massimo D’Alema. La conferenza ha analizzato possibili politiche alternative per la crescita volte sia ad assicurare l’uscita dalla crisi sia un crescita di lungo periodo.

Hannes Swoboda ha aggiunto: «La nostra iniziativa “Renaissance for Europe”, lanciata a Parigi lo scorso marzo, testimonia il forte impegno dei socialisti e democratici europei. Insieme sosterremo un ampio programma alternativo per la lotta alla crisi. In questi due giorni di scambi, autorevoli accademici hanno confermato che un percorso di mera austerità ci condurrà verso una recessione ancora più grave. Dobbiamo agire per promuovere la crescita e gli investimenti per riguadagnare la fiducia dei cittadini europei».

Alcuni paesi, come la Germania, hanno uno “spazio di manovra fiscale”. Se lo usano per gli investimenti, aumenterà la crescita di lungo termine, con delle ricadute positive sul resto dell’Europa. Paesi come la Germania dovrebbero aumentare i salari al fine di accrescere la competitività. Aumentare le retribuzioni nelle economie più forti dell’Europa piuttosto che diminuire i salari di quelle periferiche, infatti, farebbe aumentare la domanda aggregata e rilancerebbe la crescita in Europa.

Ci sono già istituzioni in Europa, come la Banca europea per gli investimenti, che potrebbero aiutare a finanziare gli investimenti necessari dove il credito privato sta collassando. La BEI dovrebbe raddoppiare i prestiti, sia per le infrastrutture sia per sostenere le piccole e medie imprese. Un aumento di 60 milioni di euro da parte della BEI è equivalente a mezzo punto percentuale del PIL europeo. Con un effetto moltiplicatore del doppio potrebbe aumentare il PIL dell’UE dell’1%. Se una parte consistente di questo prestito andasse ai paesi del Sud dell’Europa, l’aumento potrebbe essere persino maggiore. Questo è una delle proposte avanzate nell’ultimo research paper della FEPS “Investment and Confidence can help Europe out of the crisis” di Signe Hansen dell’AE Economic Council of the Labour Movement.


Materiali preparatori

 

 

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