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Visualizza articoli per tag: riforme

Collegare sapere e crescita: quali politiche?

L’economia della conoscenza avrà sempre più bisogno di persone in possesso della giusta combinazione di competenze tanto trasversali quanto specialistiche. Le risposte che questa sfida impone di adottare richiedono l’attuazione di riforme in alcuni ambiti prioritari: aumento del numero di diplomati nell’istruzione superiore, miglioramento della qualità e della pertinenza dello sviluppo del capitale umano nell’istruzione superiore e creazione di meccanismi efficaci di governance e di finanziamento a sostegno dell’eccellenza, rafforzamento del “triangolo della conoscenza” tra istruzione, ricerca e attività economica.

Tutela del lavoro e regole nel Jobs Act. Effetti e limiti della riforma appena approvata

La riforma del mercato del lavoro appena approvata si inserisce in un quadro di debolezze strutturali del sistema produttivo. Al di là delle diverse criticità che potrebbero emergere dall’applicazione della nuova normativa, è lecito chiedersi dunque se il rilancio dell’occupazione possa dipendere dalla sola revisione delle tipologie contrattuali senza un parallelo rilancio degli investimenti.

Cosa va e cosa non va nell’Italicum bis

Archiviate le coalizione preventive, c'è spazio per rilegittimare i partiti. Ma lo si vuole fare davvero? Così le preferenze sono una beffa per gli elettori.

Negando la rappresentanza si vuole colpire la partecipazione

Nel dibattito politico-economico italiano si sta affermando l’idea, sbagliata se non caricaturale, che alla modernità corrispondano la fine del conflitto tra interessi diversi e contrapposti e il conseguente svuotamento della funzione di rappresentanza e mediazione tra que­sti. Applicate al mondo del lavoro, la disintermediazione e la disarti­colazione delle forme di rappresentanza implicano non solo l’indebo­limento generico dei lavoratori nei luoghi di lavoro, ma lo svilimento stesso del lavoro inteso come dimensione rilevante della libertà della persona nella sfera collettiva. Viene insomma messa in discussione l’idea che il conflitto possa uscire dai singoli luoghi di lavoro per eser­citarsi nel condizionare, indirizzare, contestare le scelte del governo nel percorso di costruzione del futuro del paese.

Luci e ombre delle raccomandazioni UE all’Italia

La Commissione europea, il 2 giugno scorso, ha presentato le sue raccomandazioni di politica economica all’Italia. Tra qualche elogio e qualche voto negativo, emerge l’incoerenza delle posizioni della Commissione che chiede riforme strutturali, ma non concede le risorse necessarie ad attuarle.

Per un Italicum più rosa

Smentendo le attese, l’Italicum rischia di non consentire la parità di genere tra gli eletti della prossima legislatura. Tre diversi emendamenti sono stati presentati da parlamentari unite oltre le apparenze di partito per modificare la proposta di legge e rafforzare, garantendo una adeguata presenza femminile, la rappresentatività del Parlamento.

Idee per la crescita, cancellare la Bossi-Fini e Afghanistan nel n. 1/2014

Nonostante gli auspici e le previsioni ottimistiche, la ripresa tarda ad arrivare. Nel frattempo, oltre tutto, non ci si attrezza per far sì che quando arriverà essa possa trasformarsi in crescita robusta. Per questo, proponiamo qui alcune “Idee progressiste per la crescita”.

Turchia: la democrazia in un pacchetto

Lo scorso 30 settembre il primo ministro turco Erdogan ha presentato un pacchetto di riforme – a lungo atteso – volte a rafforzare la democrazia. Certo esso non renderà il paese meno democratico, eppure il metodo adottato dal governo è tale che ci vorranno decenni affinché la Turchia si trasformi in uno Stato pienamente democratico.

Riformare il sistema finanziario per uscire dalla crisi

Sbaglia chi pensa che la crisi economico-finanziaria in corso, le cui origini risalgono al 2007, sia prossima alla fine. Ogni previsione su questo punto rischia di risultare inesatta, soprattutto perché chi si occupa di analizzarne i risvolti lo fa senza tener conto del problema nella sua interezza ma spezzettandolo in ambiti geografici o in problematiche settoriali. Questo permette, fra l’altro, di ignorare il vero nocciolo della questione: lo strapotere della finanza.

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