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Città-mondo o capitale?

Di Marco Cremaschi Martedì 19 Marzo 2013 11:00 Stampa

Negli ultimi quarant’anni Roma è mutata in modo radicale. Nella prima metà del Novecento la capitale burocratica si era consolidata intorno all’anello ferroviario e i nuovi quartieri inurbavano l’antica plebe artigiana e il proletariato agricolo immigrato. Con i costi sociali e i guasti che il neorealismo e le lotte urbane postbelliche hanno segnalato. Ma oggi la città non è più “povera e magnifica” come la voleva Pasolini. E non è nemmeno più la città divisa tra centro privilegiato e periferie proletarie della grande narrazione degli anni Settanta. Non è neanche parte della città globale e del pensiero unico. Insieme globalizzata e insorgente, omologata e riottosa, Roma, come tutte le città-mondo, è oggi molto più confusa e mescolata, più vasta e disomogenea di un tempo.

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