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La pericolosa transizione della Libia

Di Arturo Varvelli Mercoledì 03 Ottobre 2012 15:10 Stampa

La morte dell’ambasciatore americano in Libia Chris Stevens nel consolato americano di Bengasi il 12 settembre scorso, alla vigilia della nomina del nuovo premier libico, apre nuove e inquietanti prospettive sulla transizione politica della Libia post Gheddafi. Nonostante le elezioni per il Congresso nazionale tenutesi il 7 luglio 2012 abbiano avuto un relativo successo, la stabilità e il futuro della Libia appaiono ancora molto incerti. Il primo presupposto per una transizione pacifica e democratica, cioè l’affermarsi di condizioni di sicurezza sufficienti al mantenimento della pace e dell’integrità territoriale – derivanti dal monopolio dell’uso della forza da parte dello Stato – non è ancora soddisfatto. Inoltre, diversi fattori disgreganti o centrifughi, quali la presenza delle milizie, l’opposizione degli ex gheddafiani e la crescente minaccia terroristica, sembrano porre sfide di difficile soluzione.

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