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Di Italianieuropei Martedì 21 Giugno 2011 14:43 Stampa

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Superare una società immobile | Eppur si muove. Questo paese dall’anima conservatrice, all’apparenza immobile, individualista, impregnato di disinteresse e disillusione nei confronti della politica, ripiegato nell’edonismo della sua dimensione privata, vittima di un populismo affabulatore e prevaricatore; ebbene, questo paese da alcuni mesi sta dando segni di risveglio. È il risveglio di chi finora non si è sentito ascoltato e rappresentato dalla politica ufficiale; è il frutto del nuovo bisogno di democrazia di cui si sono nutriti anche i tanti uomini e donne che hanno sostenuto i candidati sindaco alle ultime elezioni amministrative. Se è vero che la società che abbiamo di fronte è sempre più disgregata, è anche vero che da più parti emergono con chiarezza un bisogno profondo di solidarietà e l’esigenza di progettare azioni e interventi non in termini di strategia politica di breve termine ma di lunga durata. Comincia a soffiare un vento nuovo. Bene, lo stavamo aspettando.

L’Italia dopo la crisi | La crisi che ormai sembra alle spalle ha inciso profondamente sullo scenario economico internazionale. Come tutti i grandi momenti di passaggio, è stata l’occasione per i più accorti di attrezzarsi per affrontare il futuro. Chi invece si è limitato ad aspettare immobile che la tempesta passasse si affaccia ora su un mondo che stenta a riconoscere, in cui ha difficoltà a operare e a collocarsi, di cui subisce con disappunto le dinamiche. In questo mutato contesto, che ruolo vuole giocare l’Italia? Quell’Italia che già ben prima della crisi si confrontava con la stagnazione della sua economia e si interrogava sul suo declino, come si sta preparando ad affrontare il mondo del dopo-crisi?

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