Martedì 21 febbraio, a Roma, Italianieuropei e Meseuro hanno organizzato il convegno "Dopo la Primavera Araba. Quale futuro per la cooperazione nel Mediterraneo?". Sono intervenuti Rafik Abdessalem, Massimo D’Alema, Anna Finocchiaro, Mario Mauro, Giacomo Filibeck.
Martedì 21 febbraio, a Roma, Italianieuropei e Meseuro hanno organizzato il convegno "Dopo la Primavera Araba. Quale futuro per la cooperazione nel Mediterraneo?". Sono intervenuti Rafik Abdessalem, Massimo D’Alema, Anna Finocchiaro, Mario Mauro, Giacomo Filibeck.
Martedì 21 febbraio, a Roma, Italianieuropei e Meseuro hanno organizzato il convegno "Dopo la Primavera Araba. Quale futuro per la cooperazione nel Mediterraneo?". Sono intervenuti Rafik Abdessalem, Massimo D’Alema, Anna Finocchiaro, Mario Mauro, Giacomo Filibeck.
Martedì 21 febbraio, a Roma, Italianieuropei e Meseuro hanno organizzato il convegno "Dopo la Primavera Araba. Quale futuro per la cooperazione nel Mediterraneo?". Sono intervenuti Rafik Abdessalem, Massimo D’Alema, Anna Finocchiaro, Mario Mauro, Giacomo Filibeck.
Martedì 21 febbraio, a Roma, Italianieuropei e Meseuro hanno organizzato il convegno "Dopo la Primavera Araba. Quale futuro per la cooperazione nel Mediterraneo?". Sono intervenuti Rafik Abdessalem, Massimo D’Alema, Anna Finocchiaro, Mario Mauro, Giacomo Filibeck.
Lunedì 28 maggio, alle 15, presso la Scuola Sant'Anna di Pisa, si terrà l'incontro "L’Unione europea e il Mediterraneo dopo la Primavera araba". Intervengono David Sassoli e Pier Virgilio Dastoli.
È troppo presto per fare un bilancio definitivo di quello straordinario cambiamento dello scenario mondiale che è stato chiamato Primavera araba. Anzitutto perché il processo è tuttora in corso e ritengo sia destinato a investire progressivamente, anche se in forme diverse, l’intero mondo arabo, compresi i paesi del Golfo Persico.
Per raggiungere gli obiettivi fissati dalla Strategia Europa 2020, l’Italia deve mettere in atto politiche di sostegno all’innovazione regionale, soprattutto nel Meridione. La performance innovativa del Sud italiano, infatti, negli ultimi anni è stata modesta, penalizzando così lo sviluppo del territorio. Un maggiore investimento in Ricerca e sviluppo è precondizione essenziale per generare una crescita economica durevole.
All’inizio dello scorso anno l’anelito verso la dignità e la giustizia sociale aveva fatto riversare centinaia di migliaia di egiziani per le strade. Oggi l’Egitto ha un Parlamento democraticamente eletto, ma è lecito chiedersi se gli obiettivi della rivoluzione siano stati effettivamente raggiunti. Le elezioni hanno realmente sancito la fine del regime e la fine della rivoluzione?
L’eccesso di entusiasmo con cui l’Occidente ha accolto la primavera araba stride con la scarsa attenzione dedicata successivamente ai suoi, spesso incerti, esiti. Occorre invece continuare, come Obama ha dimostrato di voler fare, anche se a piccoli passi e nonostante le diverse priorità imposte dalla campagna elettorale, a perseguire la via della riconciliazione fra Islam e mondo occidentale.