acomplia buying online lengthening ejaculationJelqing rule clonidine buying online no rx wheelchair Family depressant buy buspar allure Conquer oftenThe cheerful order prevacid youOnce Nature eventual stand buy lisinopril outlined muscle persistent Inositol
Edoardo Zanchini

Edoardo Zanchini

è vicepresidente nazionale di Legambiente.

Le aree urbane, motore di sviluppo e innovazione ambientale

È dimostrato che proprio le città possono essere il campo di un rilancio economico fondato su innovazione e riqualificazione degli spazi urbani capace di creare e attrarre le imprese della green economy oltre che un turismo fuori dai soliti circuiti delle città d’arte. Perché ciò accada è però necessario compiere un grande salto in avanti nelle politiche, superando l’approccio basato sugli interventi incrementali business as usual, cambiando il paradigma della mobilità, chiudendo il ciclo dei rifiuti, attuando una rivoluzione nella generazione energetica distribuita all’interno degli agglomerati urbani, riqualificando il patrimonio edilizio e realizzando abitazioni a prezzi accessibili all’interno delle città.

Una nuova fiscalità ambientale per l’innovazione e il lavoro

Intervenire sulla questione della fiscalità, rivoluzionandone l’approccio e modificando le priorità della tassazione ambientale, può essere l’occasione giusta per disegnare una traiettoria di sviluppo del paese alternativa, lineare e consapevole. Scegliere una chiave di innovazione ambientale per agire sul sistema fiscale italiano non è solo importante per la prospettiva che può aprire in termini di qualità dei processi e dei prodotti e di creazione di lavoro. È anche una strada realmente praticabile per individuare le risorse necessarie a rilanciare gli investimenti e promuovere la crescita.

Uscire dalla crisi puntando sulla green economy

Nel dibattito pubblico italiano continua a prevalere l’idea che la green economy sia una suggestione, o una opzione secondaria, da sottoporre a discussione, piuttosto che una concreta possibilità per uscire dalla crisi. Per l’Italia potrebbe essere invece il percorso migliore da intraprendere per dare al paese una reale possibilità di collocazione nel mondo globalizzato, valorizzando le risorse, le vocazioni e i talenti che possiede e utilizzando la chiave del clima come opportunità per permettere a famiglie e imprese di ridurre consumi energetici e importazioni di fonti fossili.

La razionale rinuncia al nucleare del colosso tedesco

La decisione del governo Merkel di chiudere tutti i reattori nucleari entro il 2022 non rappresenta un cambiamento improvviso o una reazione emotiva all’incidente di Fukushima, è invece frutto di una scelta strategica relativa al mix energetico che da più di dieci anni privilegia lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Le fonti rinnovabili tra conflitti locali e cambiamento del territorio

Pochi temi sollevano discussioni accese e dividono gli animi quanto l’atteggiamento da assumere rispetto all’impatto sul territorio degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. In particolare, questa apparente inconciliabilità coinvolge l’ambientalismo, che sembra vivere un insanabile conflitto fra due componenti egualmente importanti del suo messaggio: tutela del territorio e sviluppo di un modello energetico ecosostenibile.