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Il tema della condizionalità: principi e ipotesi in campo

Di Stefano Toso Lunedì 22 Maggio 2017 16:25 Stampa

Frutto, di volta in volta, di un diverso mix di universalismo, selettività e categorialità, il principio di condizionalità presenta pregi e difetti. I pregi principali consistono nel minor costo che esso comporta e nella maggiore efficienza nell’azione di contrasto della povertà. Non mancano però i difetti, dai problemi di corretta identificazione degli aventi diritto all’efficacia dei sistemi di controllo e di monitoraggio della platea dei beneficiari; dai possibili effetti di stigma sociale all’incentivo ad assumere comportamenti opportunistici in materia di offerta di lavoro. È per contenere i difetti che la condizionalità è stata rivisitata negli ultimi venti anni secondo il principio dell’universalismo selettivo, ossia una scelta equilibrata tra universalismo dei diritti quanto a individuazione della platea potenziale dei beneficiari e selettività in base alla condizione economica quanto a livelli di erogazione delle prestazioni e grado di compartecipazione alla spesa.


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