Maria Grazia Enardu

Maria Grazia Enardu

insegna Storia di Israele moderno all’Università di Firenze.

Netanyahu, i sauditi e il ritorno dell’Iran

L’accordo di Vienna sul dossier nucleare iraniano avrà ripercussioni inevitabili sugli equilibri mediorientali. L’Iran si candida infatti a diventare un protagonista della scena regionale e internazionale, costringendo gli Stati vicini – soprattutto Israele e Arabia Saudita, ma non solo – ad adattarsi ai nuovi equilibri.

Il quarto governo Netanyahu, il più a destra possibile

Al limite dei tempi prescritti per la formazione della coalizione di governo, Netanyahu ha presentato una compagine governativa con una maggioranza risicata, di tendenza sempre più estremista e che include più “nemici” da cui guardarsi che amici del premier. Sarà un governo esposto ai ricatti e poco o niente interessato a trovare una soluzione alla questione dei due Stati.

La vittoria di Netanyahu e l’oscuro futuro di Israele

Dopo la chiara vittoria ottenuta alle elezioni della Knesset della scorsa settimana, Netanyahu si appresta a formare un nuovo governo. Le dichiarazioni che hanno preceduto il voto fanno però temere che le prospettive per una soluzione del conflitto israelo-palestinese siano sempre più cupe.

I nodi di Israele, tra estremismi e offerte europee

La drammatica vicenda dei tre ragazzi israeliani rapiti e assassinati e della successiva uccisione del giovane palestinese rappresenta un nuovo episodio nelle tormentate relazioni israelo-palestinesi, dopo il collasso dei negoziati condotti dal segretario di Stato americano Kerry. Gli eventi hanno anche messo in luce come il governo israeliano sia stretto in una morsa fra le forze radicali che ne fanno parte e le pressioni internazionali per un ripristino dei confini ante 1967.

OLP e Hamas: intesa a sorpresa

Il 23 aprile scorso, l’OLP e Hamas hanno annunciato a sorpresa la loro riconciliazione e una road map che dovrebbe condurli presto a elezioni comuni. È questo il risultato dell’ennesimo fallimento dei negoziati con Israele, ma anche dei profondi cambiamenti avvenuti nella regione negli ultimi anni.

Il gran rifiuto dei sauditi

Lo scorso ottobre, a sorpresa, l’Arabia Saudita ha rifiutato il seggio al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, carica che il paese non ha mai ricoperto pur essendo un membro fondatore. Dietro il gesto plateale – che però non è stato ancora ufficializzato – potrebbe nascondersi la nuova strategia saudita, volta a reagire ai nuovi equilibri regionali e al mutato ruolo globale dell’alleato di sempre, gli Stati Uniti.

Israele, il conflitto siriano e il mosaico mediorientale

Le primavere arabe e le recenti elezioni presidenziali iraniane hanno profondamente alterato il panorama dei regimi mediorientali, mettendo in moto un lungo e complesso processo di cambiamento che, pur non coinvolgendo direttamente Israele, avrà effetti sullo Stato ebraico e sul Processo di pace. Vecchi amici di Israele sono stati spazzati via dalle manifestazioni di piazza, vecchi – ma affidabili – nemici rischiano la medesima sorte, ma dopo un drammatico bagno di sangue, mentre cambia anche l’approccio di Stati Uniti e Unione europea al conflitto israelo-palestinese, facendo venire meno alcune certezze del governo israeliano e riducendo la libertà di manovra di Netanyahu.

L’altra guerra di Siria

Considerata dal punto di vista di Israele, la questione della guerra civile siriana presenta molte sfaccettature, e soprattutto molte incognite e un sostanziale paradosso. Per il governo israeliano, la permanenza al potere di Assad ha sempre garantito la stabilità del “non confine” del Golan. D’altra parte, il regime di Damasco è sostenuto apertamente proprio dagli arcinemici d’Israele: Hezbollah e l’Iran. Il futuro della Siria e il suo possibile disfacimento costituiscono dunque motivo di grande apprensione per il governo israeliano e allontano anche la possibilità che si riapra il processo di pace.

L’autunno amaro di Israele

Lo scorso 29 novembre l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato, con una maggioranza quasi plebiscitaria, la richiesta dell’Autorità palestinese di essere ammessa come Stato osservatore non membro dell’ONU. Il voto dell’Assemblea non sorprende, ma mette in luce il crescente isolamento di Israele.

L’incastro della Siria

La già difficile situazione siriana è aggravata dal fatto che il paese è un mosaico composito di religioni ed etnie e dalla sua peculiare posizione geografica, incastonata fra paesi con interessi diversi, ai quali si aggiungono quelli della Russia di Putin II.

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