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Cina e Taiwan a Singapore. L’unità nella diaspora

La stretta di mano tra il presidente cinese Xi Jin Ping e quello di Taiwan Ma Ying-jeou segna una svolta radicale nelle relazioni tra i due paesi e chiude, dal punto di vista formale, sessantasei anni di tensioni e contrasti. Si pone così un ulteriore e importante tassello nel processo di ridefinizione degli assetti strategici e di sicurezza nel Mar Cinese meridionale. Nuovi assetti incentrati su una Cina sempre più forte e temuta.

Dopo il timore, la grande paura della Cina

L’estate cinese è stata offuscata dal crollo delle Borse e dall’ombra del rallentamento dell’economia del gigante asiatico. La grande paura è presto rientrata, ma il paese non è uscito dalle sue difficoltà e contraddizioni politiche.

Il sogno cinese oltre la Cina

Oltre trent’anni fa Deng Xiaoping intraprese lo smantellamento del socialismo maoista e la costruzione del socialismo con caratteristiche cinesi, una formula dentro la quale la leadership di Pechino è riuscita nei decenni a includere con spregiudicatezza tutte quelle novità politiche ed economiche che hanno condotto al successo della Repubblica Popolare. Oggi il modello di sviluppo cinese, il “sogno cinese” secondo il più recente slogan in voga, potrebbe diventare oggetto di esportazione, anche se la Cina non sembra ancora interessata a sviluppare una strategia organica in tal senso, quanto a stimolare la conoscenza e l’ammirazione per la sua ritrovata cultura millenaria e per i traguardi raggiunti. In ogni caso, per far ciò, dovrà accettare le regole di apertura e trasparenza del circo mediatico planetario del quale è entrata ormai a far parte.

La nuova via della seta. il futuro delle relazioni Ue-Cina

Dopo quarant’anni dall’avvio delle relazioni diplomatiche e dopo oltre dieci anni dal primo accordo di partenariato strategico, i rapporti di forza tra Cina ed Europa sono oggi profondamente mutati. L’Europa continua infatti ad arrancare a causa della crisi, mentre la Cina, che l’ha superata indenne, mantiene la sua economia in crescita. Le sue riserve valutarie si stanno anzi riversando in gran quantità nel Vecchio continente e Pechino continua a investire nelle infrastrutturee nelle industrie manifatturiere europee al fine di acquisirne il know-how e di aumentare la propria influenza politica. Il particolare interesse dimostrato per gli Stati dell’Europa del Sud è da ricondurre poi al progetto di sviluppo della Via della seta del XXI secolo lanciato due anni fa. Di fronte a questo attivismo cinese però molti Stati europei hanno preferito puntare sui rapporti bilaterali piuttosto che sul rafforzamento del partenariato fra Cina e UE.

Pechino in Africa: prove di soft power

L’impegno della Cina in Africa ha fra i suoi obiettivi principali l’accesso alle enormi risorse naturali del continente e al suo ampio mercato per le esportazioni di prodotti cinesi, la ricerca del sostegno politico e diplomatico degli Stati africani in seno alle organizzazioni internazionalie, più di recente, il perseguimento di interessi legati alla sicurezza. La strategia adottata dal governo di Pechino si fonda non solo sulle relazioni economiche, ma in misura sempre maggiore sull’uso del softpower, offrendo sostegno a istruzione e formazione di giovani africani e assicurando la presenza massiccia dei media cinesi. Non mancano però i problemi, dovuti soprattutto all’assenza di rapporti con la società civile africana, alle critiche che il rifiuto cinese di sostenere diritti umani e democrazia suscita, e da ultimo alla sempre più ampia diffusione di armi leggere di produzione cinese nelle zone di conflitto.

L’Asia orientale tra Cina e USA: come cambiano gli equilibri

Il Pacifico occidentale è il teatro dove più immediata è la sfida che il riemergere della potenza cinese porta all’attuale ordine internazionale. Insieme con la ridefinizione del rapporto con gli USA secondo una nuova formula di “relazioni tra grandi potenze”, al centro del calcolo strategico di Pechino si trova il vicinato oceanico della Cina, con le sue numerose controversie territoriali e le frequenti frizioni tra paesi rivieraschi. Il futuro dell’Asia orientale – e del mondo – dipenderà dalla capacità degli attori coinvolti di conciliare un sistema economicoregionale di cui la Cina è sempre più il baricentro con assetti di sicurezza ancora imperniati sull’egemonia militare americana.

Le responsabilità globali della Cina

Gli Stati Uniti e i paesi occidentali hanno più volte ribadito la loro convinzione che la Cina debba svolgere in maniera più responsabileil suo ruolo all’interno del sistema internazionale, garantendo un appoggio maggiore nelle aree di crisi. La Repubblica Popolare Cinese, che fonda la propria politica estera sul principio di non ingerenza, si è però finora impegnata attivamente soltanto nei casi in cui era necessario tutelare i suoi interessi economici. Con l’aumentare di questi ultimi, soprattutto in regioni fortemente problematiche quali l’Africa e il Medio Oriente, è cresciuta a Pechino anche la consapevolezza che un ambiente stabile costituisce il terreno migliore per investire, accedere alle risorse e aprire canali commerciali. È evidente inoltre che la Cina desidera oggi essere l’artefice delle regole che definiscono le relazioni regionali e non limitarsi a subirle.

Verso una maturità dello sviluppo? Alcune problematiche sociali nella Cina di Xi Jinping

Il prodigioso sviluppo della Cina potrà definirsi veramente maturo solo quando il paese avrà risolto alcune complesse problematiche che i cambiamenti sociali che hanno accompagnato il miracolo economico hanno fatto emergere. L’invecchiamento progressivo della popolazionee l’esigenza correlata di adattare il sistema pensionistico, la formazionedi una classe media che reclama i propri diritti e le disuguaglianze tra città e campagna sono questioni ancora aperte, che la nuova leadership dovrà affrontare quanto prima per raggiungere quell’ideale di società armoniosa che è ancora lungi dal realizzarsi.

Gestione del dissenso, tecnologia e società nella Cina che cambia

Per comprendere appieno il fenomeno del dissenso e della sua gestione in Cina occorre contestualizzarlo nell’ambito di un paese che sta attraversando profonde trasformazioni, verso una nuova dimensione internazionale, ma che rimane per molti versi solidamente ancorato al suo retroterra culturale e alla sua visione, confuciana, della gerarchia sociale. È in quest’ottica che va inquadrato anche il blocco dell’accesso ai social network occidentali imposto dal governo centrale. Secondo la mentalità cinese, infatti, non può esserci libertà di stampa senza controllo. Sarà dunque interessante vedere come sapranno interagire, in un futuro prossimo sempre più informatizzato, internet e società civile.

Sicurezza energetica e sviluppo sostenibile: lo shale gas in Cina

Lo shale gas sta rivoluzionando, grazie al significativo aumento della sua produzione, il panorama energetico globale. La Cina, che sembra possieda il più ampio deposito al mondo di tale risorsa, presenta ancora molte barriere di ordine giuridico, amministrativo e ambientale che ne limitano l’utilizzo. Una riforma giuridica e regolatoria del settore permetterebbe al gigante asiatico di soddisfare i suoi crescenti consumi energetici e di limitare al contempo l’emissione di gas serra, oltre che di ridurre la sua dipendenza dalle riserve di gas naturale del Medio Oriente.

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