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Netanyahu, i sauditi e il ritorno dell’Iran

L’accordo di Vienna sul dossier nucleare iraniano avrà ripercussioni inevitabili sugli equilibri mediorientali. L’Iran si candida infatti a diventare un protagonista della scena regionale e internazionale, costringendo gli Stati vicini – soprattutto Israele e Arabia Saudita, ma non solo – ad adattarsi ai nuovi equilibri.

USA-CUBA: Washington sigilla il suo ritorno in America Latina

La riapertura delle rispettive ambasciate rappresenta un passo importante non solo nel disgelo fra Cuba e gli Stati Uniti – che segna la fine dell’ultimo capitolo aperto della guerra fredda – ma nelle relazioni di Washington con l’intera regione latinoamericana, caratterizzate spesso da tensioni che l’Amministrazione Obama sembra decisa ad allentare.

 

Il salvataggio della Grecia e le incerte prospettive del progetto europeo

Dopo estenuanti trattative, il terzo piano di salvataggio della Grecia è stato approvato, evitando in extremis l’ipotesi Grexit. Eppure, così com’è, il piano non è sufficiente per risolvere il problema della solvibilità del debito greco, che inevitabilmente tornerà a presentarsi, mettendo ancora a nudo le fragilità della costruzione europea.

Nucleare iraniano: negoziato logorante per un accordo storico

Dopo un lunghissimo e logorante negoziato, i P5+1 e l’Iran hanno concluso un accordo che, se accettato dal Congresso statunitense e dal Parlamento di Teheran, porrà fine all’annosa controversia sul nucleare iraniano. Ma soprattutto l’accordo di Vienna, accolto con entusiasmo dal popolo iraniano, potrebbe permettere a Teheran di uscire da un isolamento politico ed economico durato quasi quaranta anni.

Elezioni in Turchia: poche certezze, molti punti interrogativi

Per la prima volta dal 2002, le elezioni in Turchia non hanno prodotto una maggioranza assoluta per l’AKP. Quattro partiti saranno rappresentati nel nuovo Parlamento. Costruire una coalizione sarà difficili, così come un governo di minoranza. Anche elezioni anticipate costituiscono uno scenario possibile.

In attesa dell’accordo sulla Grecia, la volontà politica è più che mai necessaria

Continua il braccio di ferro tra il governo Tsipras e i creditori della Grecia per giungere a un accordo che possa essere accettabile per il Parlamento ellenico, al fine di evitare nuove elezioni, e che allenti quella morsa di rigore in cui il paese e incastrato ormai da cinque anni.

Il quarto governo Netanyahu, il più a destra possibile

Al limite dei tempi prescritti per la formazione della coalizione di governo, Netanyahu ha presentato una compagine governativa con una maggioranza risicata, di tendenza sempre più estremista e che include più “nemici” da cui guardarsi che amici del premier. Sarà un governo esposto ai ricatti e poco o niente interessato a trovare una soluzione alla questione dei due Stati.

Elezioni parlamentari in Turchia: il quarto decisivo

Alle prossime elezioni in Turchia non sarà importante tanto chi vincerà ma se il quarto partito maggiore sarà in grado di superare la soglia di sbarramento del 10%. Da ciò dipenderà se, dopo tredici anni, verrà formato un governo di coalizione e se la Costituzione finirà assumere un carattere più presidenziale, come desidera il presidente Erdoğan.

Per una gestione condivisa dei flussi migratori

L’ennesima tragedia nel Canale di Sicilia ha messo in evidenza ancora una volta i limiti e gli egoismi dei paesi membri nella suddivisione degli oneri relativi alla gestione dei flussi di richiedenti asilo e migranti. Occorre una visione olistica del fenomeno che superi il concetto di emergenza. Le speranze sono ora riposte nell’Agenda sull’immigrazione che la Commissione europea presenterà il 13 maggio.

Bruxelles rilancia, ad una sola voce, il dialogo con L’Avana

Il 24 marzo scorso l’Alto rappresentate per la politica estera dell’UE si è recata in visita a Cuba. L’obiettivo è cercare di recuperare il tempo perduto e imprimere slancio ai rapporti fra l’isola caraibica e l’Unione europea, dopo il disgelo con gli Stati Uniti.

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