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Stato palestinese: l’importanza politica dei simboli

Il nuovo governo svedese ha deciso di riconoscere lo Stato palestinese. E il Parlamento britannico ha chiesto al governo Cameron di fare altrettanto. Si tratta di gesti per lo più simbolici che devono essere seguiti da un maggiore impegno da parte della comunità internazionale e soprattutto dell’Unione europea.

Il Brasile non improvvisa il suo futuro

Il 26 ottobre i brasiliani torneranno alle urne per scegliere chi li governerà per i prossimi quattro anni. L’alternativa è tra la presidente uscente Dilma Roussef e il candidato del PSDB Aécio Neves. Su quest’ultimo, che pure gode dell’appoggio dell’esclusa Marina Silva, pesano alcuni elementi, soprattutto la mancanza di una maggioranza parlamentare a favore.

Pechino e il rischio del contagio democratico di Hong Kong

Le proteste pacifiche di migliaia di cittadini di Hong Kong contro il tentativo del governo di Pechino di porre ulteriori vincoli alle già limitate libertà dell’isola – che gode però di privilegi impensabili nel resto della Repubblica Popolare – sono il segno dell’emergere di nuovi insopprimibili bisogni che non si limitano al mero consumismo. La prospettiva di un contagio da Hong Kong al resto della Cina è però un rischio che Pechino non può correre.

L’allarme scozzese

I cittadini scozzesi hanno preferito il Regno Unito alle incognite dell’indipendenza, ma il referendum ha fatto suonare un importante campanello di allarme che non deve essere sottovalutato: in Scozia, come in altre parti dell’Europa, quello che sta emergendo non è il solito vecchio nazionalismo e la sinistra deve giocare d’anticipo per farvi fronte.

L’Iraq, l’IS e la Siria: un’altra guerra del Golfo?

L’ascesa dello Stato islamico, già ISIS, in Iraq e l’efferatezza con cui esso agisce fanno temere a molti commentatori che si tratti delle premesse di un nuovo e ampio conflitto regionale. Di certo l’IS ha delle caratteristiche nuove: è ben organizzato sia politicamente che militarmente, ha degli obiettivi di state-building e usufruisce di importanti risorse finanziarie. Di fronte alla sua minaccia l’Unione europea non può ancora una volta crogiolarsi nel suo consueto immobilismo.

Elezioni in Brasile: Marina incalza Dilma

Lo scorso 13 agosto, in un tragico incidente aereo, è deceduto Eduardo Campos, uno dei candidati alle elezioni presidenziali brasiliane. Marina Silva ne ha preso il posto nella corsa alla presidenza, stravolgendo tutti i pronostici che davano per certa la riconferma di Dilma Rousseff. Al momento del drammatico evento il n. 5/2014 di “Italianieuropei”, che include un’ampia rubrica sul voto in Brasile, era già andato in stampa e non è stato dunque possibile aggiornare gli articoli con i più recenti avvenimenti. Pubblichiamo qui di seguito una breve analisi di Fabio Porta che riassume gli sviluppi delle ultime settimane.

La Terra dei bambini non esiste più

La notte fra il 29 e il 30 luglio è stata colpita una scuola dell’UNRWA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi, causando oltre venti morti. Il 17 luglio scorso era stata Terra dei bambini, una scuola costruita dalla ONG Vento di Terra grazie alla cooperazione italiana, a essere distrutta dalle ruspe israeliane. Pubblichiamo un articolo del presidente di Vento di Terra che denuncia una palese violazione del diritto internazionale.

Il minuetto afgano: politica, sicurezza ed economia, tra ritiro dell’Occidente e revanchismo talebano

A oltre un mese dal ballottaggio fra i due candidati alla presidenza dell’Afghanistan, le sorti del paese sono ancora lontane dall’essere definite. Il ritiro delle forze occidentali, il conseguente calo del PIL del paese, l’escalation di violenza dei talebani, gli endemici problemi della sicurezza costituiscono le sfide principali che il successore di Karzai dovrà affrontare.

Le profonde radici sociali della violenza contro le donne in India

In India i processi di modernizzazione sociale e di emancipazione femminile stanno gradualmente prendendo piede, soprattutto nelle classi medio-alte più istruite. Ma gli abusi e le violenze contro le donne dilagano (in Uttar Pradesh sono in media dieci al giorno) e sono espressione di antagonismi sociali ancora prevalenti soprattutto nelle zone rurali e fra le caste più svantaggiate.

Ucraina: dove sta la verità?

Forse l’unico dato certo della crisi ucraina è che la guerra di propaganda condotta da entrambe le parti ha profondamente distorto la realtà di quanto sta avvenendo nel paese dell’Europa orientale, che lo scorso 25 maggio si è recato alle urne per scegliere il nuovo presidente. E mentre nell’Est del paese si continua a combattere, gli attivisti di Maidan denunciano il fallimento della rivoluzione.

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La ricostruzione del partito è decisiva per uscire dal declino sociale e democratico.
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Come si colloca l’Italia nel sistema infrastrutturale e dei servizi del trasporto ferroviario europeo? Cosa si sta facendo, in questo…