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Il minuetto afgano: politica, sicurezza ed economia, tra ritiro dell’Occidente e revanchismo talebano

A oltre un mese dal ballottaggio fra i due candidati alla presidenza dell’Afghanistan, le sorti del paese sono ancora lontane dall’essere definite. Il ritiro delle forze occidentali, il conseguente calo del PIL del paese, l’escalation di violenza dei talebani, gli endemici problemi della sicurezza costituiscono le sfide principali che il successore di Karzai dovrà affrontare.

Le profonde radici sociali della violenza contro le donne in India

In India i processi di modernizzazione sociale e di emancipazione femminile stanno gradualmente prendendo piede, soprattutto nelle classi medio-alte più istruite. Ma gli abusi e le violenze contro le donne dilagano (in Uttar Pradesh sono in media dieci al giorno) e sono espressione di antagonismi sociali ancora prevalenti soprattutto nelle zone rurali e fra le caste più svantaggiate.

Ucraina: dove sta la verità?

Forse l’unico dato certo della crisi ucraina è che la guerra di propaganda condotta da entrambe le parti ha profondamente distorto la realtà di quanto sta avvenendo nel paese dell’Europa orientale, che lo scorso 25 maggio si è recato alle urne per scegliere il nuovo presidente. E mentre nell’Est del paese si continua a combattere, gli attivisti di Maidan denunciano il fallimento della rivoluzione.

OLP e Hamas: intesa a sorpresa

Il 23 aprile scorso, l’OLP e Hamas hanno annunciato a sorpresa la loro riconciliazione e una road map che dovrebbe condurli presto a elezioni comuni. È questo il risultato dell’ennesimo fallimento dei negoziati con Israele, ma anche dei profondi cambiamenti avvenuti nella regione negli ultimi anni.

El Salvador: il Frente riconfermato alla guida del paese

L’elezione di Salvador Sanchez Cerèn, candidato del Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional, alla guida del paese latinoamericano si pone in continuità con la presidenza del predecessore Funes. Tuttavia, le recenti elezioni, fortemente contestate dagli avversari di ARENA, lasciano il paese – in un relativo ritardo di sviluppo rispetto agli altri Stati della regione – profondamente diviso.

Le elezioni in Afghanistan tra continuità e cambiamento

Le elezioni presidenziali in Afghanistan costituiscono un momento decisivo per il paese, non solo e non tanto perché potrebbero segnare un passo avanti nella crescita democratica del paese, ma soprattutto perché consegneranno al successore di Karzai l’onere di stabilizzare il paese proprio mentre si conclude la missione ISAF. E se i tempi di formazione del governo si allungheranno , come si teme, fino all’autunno, il rischio è che il paese finisca per cadere preda della “guerra per bande”.

La crisi ucraina: quali opzioni per la Russia e per l’Occidente

USA e UE sono già rassegnati all’annessione della Crimea da parte di una Russia evidentemente intenzionata ad assicurare la propria influenza sul proprio vicinato dopo anni di frustrazione geopolitica, mettendo questo obiettivo al di sopra delle relazioni con l’Occidente e delle ripercussioni su un’economia già in stagnazione. Occorre però assicurare l’integrità del resto dell’Ucraina ed evitare che l’aggressività russa si rivolga anche ad altre regioni. A tal fine bisognerà dialogare con Mosca, non escludendo però il riscorso alla minaccia dell’uso della forza.

L’Arabia Saudita e l’Iran tra jihadismo e Realpolitik

La contrapposizione tra sunniti e sciiti nel mondo islamico, espressione delle tensioni fra Arabia Saudita e Iran, si manifesta con particolare violenza in Siria, dove la guerra civile ha assunto le caratteristiche di una sorta di “proxy war”, ma gioca un ruolo importante anche nelle fratture interne all’Iraq di Al Maliki e nell’instabilità del Libano.

La vicenda dei marò tra lentezza, passi falsi e ripensamenti

L’ingarbugliata vicenda dei marò non è destinata a trovare una soluzione in tempi brevi. Se da parte italiana molti sono stati gli errori e i segnali contraddittori, da parte indiana la lentezza del sistema giudiziario, un’opinione pubblica maldisposta, la contingenza politica e il “fattore Sonia Gandhi” hanno impedito il raggiungimento di un chiarimento a livello diplomatico.

Venezuela: il primo anno senza Chavez arriva in piazza

Il primo anno di governo di Maduro si sta per chiudere all’insegna delle violente dimostrazioni di piazza, e della violenta repressione, che da settimane dilaniano un paese già fortemente diviso fra quanti sostengono l’operato del presidente chavista e quanti ne dichiarano il fallimento. Sullo sfondo la drammatica crisi economica che attanaglia il paese, e che è resa più grave dai pesanti episodi di corruzione.

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