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La rete dei servizi di emergenza in Italia: modelli a confronto

Il sistema dell’emergenza sanitaria risulta oggi at­tivato in tutte le regioni nel rispetto delle indica­zioni fornite dalle linee guida ministeriali. Tuttavia se in alcune realtà, esigenze locali ne hanno con­dizionato il recepimento, in altre sono state alla base di scelte strategiche nella politica sanitaria.

I numeri dei servizi di salute mentale in Italia

Nel nostro paese non è stato ancora attivato un sistema informativo nazionale per la salute men­tale che rilevi le strutture, i processi e gli esiti. Le informazioni sulla rete dei servizi a tutela della sa­lute mentale sono quindi frammentarie. Il vuoto informativo è stato in parte tamponato dai pro­getti Progres, che rimangono tuttora gli unici stu­di che forniscono una panoramica nazionale sui servizi di salute mentale.

Premessa (Idee su Scuola e Università)

Nei mesi scorsi la Fondazione Italianieuropei ha dato vita ad un gruppo di lavoro e di discussione sui temi relativi al sistema educativo, alla ricerca e all'alta formazione. Il gruppo ha discusso in modo unitario e separatamente le diverse questioni. Vittorio Campione e Luciano Modica, nei contributi che seguono, hanno raccolto e tenuto conto del senso generale di quelle discussioni e dei molti contributi specifici che sono stati dati dai partecipanti. Ovviamente, il contenuto degli articoli e le proposte in essi contenute sono frutto della scelta e della responsabilità degli autori. Al di là dell'articolazione dei punti di vista e delle proposte, va però messo in evidenza che l'irreversibilità della relazione fra innovazione, ricerca e valorizzazione a ogni livello delle risorse umane rappresenta l'elemento unificante per entrambi i contributi e come tale (a nostro avviso) una indicazione forte per la discussione sul programma in corso nel centrosinistra.

Avra' un futuro la Costituzione europea?

La risposta alla domanda del titolo dipende da due ordini di argomenti, dei quali uno solo è oggetto dei frequenti dibattiti che si svolgono su questo tema. Si discute infatti della perdurante utilità (o meno) delle innovazioni contenute in quel testo e dei modi per ottenerne l’approvazione, in particolare delle modifiche, mutilazioni e integrazioni che possono agevolarla negli Stati che l’hanno inizialmente rifiutata o che ancora non vi hanno provveduto. Non si discute invece delle condizioni politiche di cui c’è bisogno per una tale approvazione e quindi del grado di consenso e di omogeneità politica attorno al futuro comune europeo in ciascuno dei nostri paesi; un argomento in più casi sgradevole, che i politici preferiscono ignorare e che né i tecnici né i retori dell’ingegneria costituzionale frequentano quanto servirebbe per far loro percepire le mine che ne vengono sui percorsi da loro disegnati. È dunque essenziale soffermarsi sul primo ordine di argomenti (anche perché alcune delle più radicate resistenze politiche si nascondono dietro di essi), ma è non meno essenziale guardare in faccia anche gli altri.