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Anna Finocchiaro

Anna Finocchiaro

è presidente della Commissione affari costituzionali del Senato.

Protagoniste nonostante tutto. Il difficile cammino del voto alle donne

A settanta anni dall’introduzione del suffragio universale in Italia è possibile tracciare un bilancio del complesso e intricato cammino compiuto dalle donne per conseguire il diritto di voto. Un percorso non certo ininterrotto e privo di ostacoli verso la vita democratica; tuttavia, le grandi lotte civili di questi anni non sono state infeconde e, nonostante ancora molto debba essere fatto, si può ragionevolmente pensare che costituiscano non solo un patrimonio cui ispirarsi ma la testimonianza dell’irriducibile tensione delle donne italiane a essere, tra molte difficoltà, soggetto protagonista della scena pubblica.

La fatica delle riforme

Quello delle riforme è un terreno sul quale, negli anni, si sono misurati, a tutto scapito del loro successo, i rapporti di forza politici e si è constatata l’assenza di una condivisione, tra i soggetti in campo, dei principi e valori fondanti della democrazia repubblicana. Oggi le riforme costituzionali rappresentano un punto del programma governativo di un esecutivo che può contare su un’ampia maggioranza. Questo, pur non mettendole al riparo dal rischio di fallimento, aumenta le probabilità che si possa procedere speditamente verso un traguardo positivo, restituendo così, tra l’altro, dignità e autorevolezza alle istituzioni.

Rendere conveniente la legalità nel Mezzogiorno

La presenza della criminalità organizzata che si fa im­presa rappresenta un elemento di perturbazione e di freno per l’economia del Mezzogiorno e di fatto costi­tuisce un limite ad uno sviluppo fondato sulla libera in­trapresa e sul corretto uso delle risorse pubbliche. Se, specie nel rovinoso avanzare della crisi economica, vo­gliamo evitare una vera e propria desertificazione di una parte consistente del tessuto economico e produttivo del Sud, dobbiamo compiere una serie di discriminazio­ni positive nei confronti dell’impresa sana per riequili­brare le condizioni di svantaggio competitivo rispetto all’impresa mafiosa. È necessario, insomma, rendere conveniente la legalità.