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Salvatore Vassallo

Salvatore Vassallo

insegna Scienza della politica e Analisi dell’opinione pubblica all’Università di Bologna.

La sinistra, il partito aperto e i suoi nemici

I tratti distintivi dei partiti di massa novecenteschi non sono più applicabili alla società attuale. I partiti non hanno più una dottrina assoluta e onnicomprensiva da offrire per la soluzione dei complessi problemi del mondo di oggi, mentre, dal canto loro, gli elettori, sempre più padroni di autonomi strumenti di informazione e critica, sono poco disponibili a identificarsi con i partiti. Per rispondere all’esigenza di una partecipazione più ampia imposta dalla politica contemporanea si è scelto, al momento della sua fondazione, di dare al Partito Democratico i tratti di una struttura aperta, con efficaci regole di democrazia interna e con una leadership pienamente legittimata attraverso la scelta degli elettori e per ciò stesso contendibile.

Sui risultati delle elezioni primarie dell'Unione di centrosinistra

L’analisi tenta di rispondere ai seguenti interrogativi. Quali segmenti dell’elettorato del centrosinistra hanno partecipato con maggiore intensità alle primarie? E quali segmenti dell’elettorato del centrosinistra hanno sostenuto in maniera territorialmente più omogenea Prodi? I dati dicono che è stato territorialmente più omogeneo il contributo che è venuto alla partecipazione e a Prodi degli elettori DS rispetto a quello venuto dagli elettori della Margherita. Indipendentemente da questi fattori strettamente politici, Prodi ha ottenuto una quota di voti maggiore nelle province dove è più forte la cultura civica. Le primarie per l’elezione del candidato a primo ministro del centrosinistra svoltesi il 16 ottobre rimarranno probabilmente nella storia politica italiana come un evento di prima grandezza, per le dimensioni totalmente inattese della partecipazione che esse hanno registrato. Per questa stessa ragione continueranno a costituire un interessante interrogativo per gli studiosi dei comportamenti politici.

 

Le ragioni per una leadership

Le interpretazioni dei risultati elettorali del 12 e 13 giugno hanno riportato in voga sotto vari punti di vista il rito levantino della «contabilità proporzionale del giorno dopo». Non poteva che essere così, dato che la competizione più carica di significati politici generali – quella per l’elezione dei parlamentari europei – si è appunto svolta con un sistema fatto per misurare il peso dei singoli partiti e non per scegliere una maggioranza di governo.