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Italianieuropei 6/2015
Italianieuropei 6/2015

Agenda

L'impronta di una nuova Chiesa

Focus

La leadership contesa in Medio Oriente

In questo numero

Richiamo costante al Vangelo e allo spirito misericordioso che da esso promana, rilettura e attuazione dei precetti del Concilio Vaticano II, amore per il prossimo e fedeltà ai poveri sono i cardini del pontificato di Bergoglio e della trasformazione della Chiesa che Francesco sta operando e che si riverbera oltre i suoi confini, influenzando e spingendo alla riflessione anche il mondo laico.

il Sommario

gli Articoli

Agenda. L'impronta di una nuova Chiesa

Papa Francesco tra ecclesiologia e cattolicesimo politico

of Paolo Corsini

Il rapporto tra Chiesa e cattolicesimo politico vive con papa Bergoglio una stagione nuova. Non solo appare più accentuata l’ispirazione universale della sua vocazione, ma mutano in senso radicale gli assi portanti del suo messaggio, ispirati ora al dialogo anche con i non cristiani, al discernimento della realtà alla luce del Vangelo, alla scelta di posizionarsi sempre nei campi più difficili della società con spirito misericordioso. L’impronta “impolitica” che papa Francesco assegna al suo pontificato determina così il rifiuto di ogni ingerenza e invasione in campo politico e insieme una maggiore autonomia della Chiesa.

Agenda. L'impronta di una nuova Chiesa

Riforma della Chiesa, riforma del papato

of Alberto Melloni

Papa Francesco mostra di avere un’idea chiara della riforma della Chiesa e del papato e del modo di realizzarla: attraverso un processo che, a norme invariate, agisce sulla leva del tempo per muovere, senza atti d’imperio, processi di enorme portata. Non ha così riformato per prima e sola cosa la curia, ma ha invece riformato il papato: sia nello stile che nella sostanza. E ha riformato la Chiesa, facendo della sinodalità lo strumento ordinario della vita delle Chiese.

Agenda. L'impronta di una nuova Chiesa

Papa Francesco, ovvero la “novità evangelica”

of Domenico Rosati

Come su molti altri fronti, anche in materia di dottrina sociale papa Francesco si pone in discontinuità rispetto al passato. Il ritorno alle sorgenti del Vangelo è la cifra del pensiero di Bergoglio, che supera così l’indurimento dottrinale stratificatosi durante i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI per fare del Vangelo stesso la fonte di ispirazione del magistero ecclesiastico e il metro alla luce del quale valutarne la congruenza. L’amore per Dio e per il prossimo torna a essere il criterio discriminante dei comportamenti umani. Tutti gli uomini di buona volontà sono chiamati a prendersi cura, ciascuno nel posto in cui opera, della condizione umana così come è determinata dall’attuale struttura economica e sociale. La “fedeltà ai poveri” diviene norma di comportamento nell’ambito sociale e politico e sfida globale per il destino dell’umanità.

Agenda. L'impronta di una nuova Chiesa

Non solo differenze nelle Chiese di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco

of Antonio Menniti Ippolito

Con la salita al soglio pontificio di Francesco prosegue la lunga serie dei papi non italiani inaugurata da Giovanni Paolo II e, con ciò, il percorso di una Chiesa dai tratti sempre più globali e segnata dallo spiccato leaderismo della figura del pontefice. Una leadership più evidente e forte comporta il rischio di divisioni e contrasti che hanno segnato e segnano in modo marcato il percorso della Chiesa di oggi.

Agenda. L'impronta di una nuova Chiesa

La politica senza antropologia di fronte ai principi irrinunciabili

of Vittorio Possenti

Se la politica vuole tornare a dare senso al proprio agire deve restituire alla persona la centralità che possedeva nel passato. Anche quando essa fa appello, per dare valore e dignità a se stessa, ai cosiddetti “valori non negoziabili” mutuati dal dibattito interno al mondo cattolico non è in grado di proiettarsi entro un orizzonte eticamente significativo. L’antropologia va riscoperta e riportata alla base della politica. Solamente attraverso il suo ausilio si potrà affrontare con efficacia una discussione sul terreno dei principi irrinunciabili.

Agenda. L'impronta di una nuova Chiesa

La spiritualità di Papa Francesco

of Giovanni Nicolini

“Spiritualità” suggerisce quel movimento dal basso verso l’alto, dalla terra al cielo, dalla storia all’eternità, che nei secoli cristiani è stato spesso oggetto di fraintendimento più che di illuminazione. Ma la fede ebraica e la fede cristiana, che dalla prima trae origine, sono l’evento e la narrazione non dell’innalzamento dell’uomo verso Dio, ma del piegarsi di Dio verso l’uomo, per cui sono la Terra e la storia il grande palcoscenico dell’incontro tra Dio e l’umanità. Così intesa, la spiritualità di Bergoglio si richiama alle fonti della tradizione ebraicocristiana e da questa trova ispirazione il primato di attrazione e di annuncio della povertà e dei poveri come cuore del suo pensiero e della sua azione. Non solo una Chiesa madre dei poveri, ma una Chiesa povera.

Agenda. L'impronta di una nuova Chiesa

Papa Francesco e la modernità

of Maria Cristina Bartolomei

La relazione riconciliata della Chiesa con la modernità non è solo un orientamento personale di papa Francesco, ma un preciso programma, in adempimento del mandato del Concilio Vaticano II. Essa segna una svolta radicale rispetto alla precedente, recente tradizione ecclesiastica, ma non una rottura con la trasmissione cristiana dell’Evangelo; è anzi al suo servizio. Accanto ai molti tratti di modernità che ne contraddistinguono l’operare, papa Francesco esprime anche una forte critica verso alcuni esiti e derive della modernità stessa, pur rivendicandone l’eredità, prendendo distanza dalla erosione esercitata dal pensiero postmoderno.

Agenda. L'impronta di una nuova Chiesa

La comunicazione che fa bene. Il messaggio di Francesco ai moderni

of Mario Morcellini

Fondata su una solida base di complicità empatica, e declinata attraverso parole lontane dalla retorica dei discorsi pontifici ma in grado di provocare risonanza interiore, la comunicazione di Bergoglio riesce a farsi largo nel cuore di quei soggetti prevenuti e un po’ inariditi che sono i moderni. Li riconcilia, prima ancora che con la Chiesa cattolica, con un sentimento religioso, da sottrarre alla dimensione individuale e privata, trasformandola in un fatto profondamente sociale, quasi prefigurando una nuova civiltà fondata sull’apertura.

Agenda. L'impronta di una nuova Chiesa

L’economia di mercato secondo Papa Francesco

of Stefano Zamagni

L’impianto filosofico del pensiero di Bergoglio in materia economica fa riferimento non a un modello astratto di economia di mercato, ma a come esso si configura oggi: un’istituzione che tende a escludere tutti coloro che non sono in grado di assicurare livelli elevati di produttività e che accresce le diseguaglianze, sia tra i singoli che tra le classi sociali. La sfida che papa Francesco lancia a studiosi e policy makers è quindi quella di adoperarsi con coraggio per trovare il modo di trasformare dall’interno il modello di economia di mercato che si è venuto a consolidare durante l’attuale passaggio d’epoca, un mercato che deve non solo essere in grado di produrre ricchezza, e di assicurare una crescita sostenibile, ma anche di porsi al servizio dello sviluppo umano integrale, di uno sviluppo cioè che tenda a tenere in armonia le tre dimensioni dell’uomo: quella materiale, quella socio-relazionale e quella spirituale.

Agenda. L'impronta di una nuova Chiesa

Bergoglio, l’Europa, i migranti

of Marco Impagliazzo

Molto nitida è la posizione che papa Francesco ha in più occasioni assunto rispetto al dramma degli sbarchi e al fenomeno epocale dei movimenti di migranti: una posizione di netta condanna dell’indifferenza, soprattutto degli europei, rispetto alla morte e al dolore di chi, fuggendo, affronta viaggi e traversate nella più totale insicurezza; ma anche di esortazione all’accoglienza, all’integrazione e alla valorizzazione di chi è riuscito ad approdare in Europa e a questo continente stanco può dare una opportunità di rinascita e di recupero delle sue vere radici.

Agenda. L'impronta di una nuova Chiesa

Bergoglio e le Americhe

of Massimo Faggioli

Il viaggio del papa a Cuba e negli Stati Uniti dello scorso settembre ha riaffermato, su diversi fronti, il carattere innovativo del pontificato di Bergoglio. Se in termini generali ha segnato l’introduzione di una visione unitaria del continente in controtendenza rispetto alla storia recente del cristianesimo americano, in merito alle specificità del contesto statunitense ha permesso al pontefice di parlare direttamente ai cattolici americani scavalcando il filtro dei vescovi – in gran parte ostili al nuovo papa – e di promuovere il ritorno sulla scena cattolica nordamericana della grande tradizione del cattolicesimo sociale, soppiantata negli scorsi decenni dalle battaglie pro-life antiabortiste e dal sostegno alla cultura economica neoliberista.

Agenda. L'impronta di una nuova Chiesa

La Chiesa “femminile” di Bergoglio

of Annachiara Valle

Nella Chiesa di Bergoglio la questione femminile si pone oltre i termini delle cosiddette “pari opportunità”. Le donne, con il loro carisma, con la loro vocazione, con le loro caratteristiche di dolcezza, generosità e “generatività”, per papa Francesco sono centrali tanto nella Chiesa quanto nella società e nella famiglia. La sfida da vincere è quella di far sì che esse possano vivere appieno tutte queste dimensioni, senza che la partecipazione alla vita pubblica e della comunità vada a scapito della loro presenza nella famiglia.

Agenda. L'impronta di una nuova Chiesa

Cosa è veramente accaduto al Sinodo?

of Andrea Grillo

Anche a così poca distanza di tempo dalla conclusione dei lavori del Sinodo è possibile tracciare un primo bilancio di ciò che è accaduto: qualcosa di importante, che riguarda la Chiesa tutta. La centralità della categoria della misericordia anche nella lettura dell’esperienza coniugale e familiare, il linguaggio inclusivo utilizzato, il ripensamento della relazione tra matrimonio e famiglia alla luce dell’esperienza storica presente e i caratteri dell’approccio collegiale utilizzato testimoniano come dopo il Sinodo “la parola famiglia non suona più come prima”.

Agenda. L'impronta di una nuova Chiesa

Una lettura non convenzionale dell’enciclica “Laudato si’”

of Monica Frassoni

L’enciclica “Laudato si’” costituisce un’importante presa di posizione da parte del pontefice a favore dell’adozione di politiche a tutela dell’ambiente e di contrasto al degrado naturale e umano. È infatti imprescindibile agire sull’ambiente se si vogliono vincere le grandi sfide della fame, dell’esclusione, della miseria, dell’educazione non solo nel Sud del mondo, ma anche nelle nostre società avanzate. Ecco, dunque, da cosa deriva l’esigenza di una svolta non solo nelle politiche ambientali ma anche in quelle economiche da parte di tutti i governi.

Focus. La leadership contesa in Medio Oriente

Porre fine al “grande gioco” per risolvere la guerra del Levante

of Vittorio Emanuele Parsi

L’universalizzazione dell’ostracismo contro l’Iran e la crescita dell’influenza regionale sia di Teheran che di Riyad hanno esacerbato in questi anni la rivalità originaria tra Arabia Saudita e Repubblica Islamica: un conflitto innanzitutto ideologico, e poi strategico ed economico. Ma non si può pensare ad alcuna stabilità nella regione escludendo l’Iran e le sue legittime ambizioni di sicurezza.

Focus. La leadership contesa in Medio Oriente

Svolta istituzionale E sociale, una sfida per l’Arabia Saudita

of Nicola Pedde

Oltre a una ostilità etnico-culturale e confessionale, c’è anche la gestione del processo generazionale a marcare la frattura tra Iran e Arabia Saudita. Ma la descrizione di una guerra tra sunniti e sciiti non rispecchia la realtà, perché il conflitto è tutto interno al mondo sunnita. Finora l’Arabia Saudita non è stata in grado di comprendere le proprie dinamiche interne e fronteggia la crisi del suo sistema non con improrogabili riforme istituzionali e sociali, ma alimentando una contrapposizione ideologica con Teheran.

Focus. La leadership contesa in Medio Oriente

Il “ritorno” dell’Iran, Riyad non si arrende

of Annalisa Perteghella

Nel quadro di una competizione tra le potenze del Golfo Persico che è in primo luogo geopolitica, l’interesse strategico dell’Arabia Saudita è sempre stato quello di assicurare che all’ingombrante vicino iraniano non venisse lasciato un margine di azione troppo ampio. La percezione saudita della minaccia iraniana è drammaticamente aumentata in seguito all’intervento statunitense in Iraq del 2003, alle primavere arabe del 2011 e, infine, alla firma dell’accordo nucleare tra Iran e P5+1 nel luglio 2015, a cui Riyad ha reagito con una serie di azioni e interventi che testimoniano quanto la ricomposizione della “guerra fredda” tra i due paesi sia ancora lontana. Tutto ciò proprio nel momento in cui sarebbe invece auspicabile il raggiungimento di una sorta di modus vivendi tra le due potenze del Golfo Persico che contribuisca a placare le tensioni in un Medio Oriente ormai in fiamme.

Focus. La leadership contesa in Medio Oriente

Sciiti e sunniti: polarizzazione o riconciliazione?

of Massimo Campanini

A lungo sunnismo e sciismo hanno convissuto, per lo più mescolati in interazione relativamente pacifica. Le recenti vicende sopravvenute a seguito delle svolte politico-strategiche dell’Occidente e la mancanza di un polo aggregante quale era stato negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso l’Egitto di Nasser hanno radicalizzato la contrapposizione tra le due confessioni. Dalla “grande discordia”, che da sempre ha opposto sciiti e sunniti, con l’irruzione dell’ISIS sulla scena storicopolitica, si potrà assistere a una convergenza di interessi delle due tradizionali componenti religiose dell’Islam?

Focus. La leadership contesa in Medio Oriente

Iran e Arabia Saudita, confronto geopolitico e situazione mediorientale

of Luigi Narbone

Nel quadro della complicata situazione in cui versano i paesi della sponda sud del Mediterraneo e il Medio Oriente, un elemento di rilievo è dato dal cambiamento della composizione e del ruolo degli attori regionali. Alcuni di essi, tradizionalmente importanti, sono ora fuori gioco, mentre altri, in primo luogo Arabia Saudita e Iran, stanno accrescendo il loro peso e trasformando le crisi e i conflitti armati mediorientali in tasselli di uno scontro per la supremazia nell’area. Eliminando la tensione fra l’Arabia Saudita e l’Iran si rimuoverebbe una buona parte delle cause dei conflitti regionali, facilitando il processo di pacificazione in Siria e in Yemen e la costruzione di un Iraq realmente democratico.

Focus. La leadership contesa in Medio Oriente

Teheran e Riyad tra competizione regionale e conflitto ideologico

of Pejman Abdolmohammadi

La rivalità tra Arabia Saudita e Iran ha radici profonde e si alimenta di ragioni di ordine tanto storico-identitario quanto religioso-ideologico e geopolitico. Sebbene si siano registrate, nella seconda metà del secolo scorso, alcune fasi di riavvicinamento, i due paesi continuano ancora oggi a essere antagonisti e a contrapporsi nei principali scenari di tensione dell’area mediorientale, dall’Iraq del dopo Saddam al Libano, dal conflitto israelo-palestinese alla crisi iraniana.

Dizionario Civile

Diseguaglianza

of Maurizio Franzini

Sulla diseguaglianza (economica) le opinioni divergono, anzi si contrappongono violentemente. Per alcuni essa è un male da combattere con severità, per altri è poco meno che il prezzo da pagare al progresso del benessere. È così da sempre e anche rispetto alla diseguaglianza di questi nostri decenni l’opposizione è radicale. A chi invoca interventi per ridurla, forse fino a eliminarla, si oppone chi considera questi interventi veri attentati al funzionamento del sistema economico e al motore del progresso che nasconde in sé.


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