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Italianieuropei 3/2015
Italianieuropei 3/2015

Agenda

Jobs Act, il grande bluff

Focus

Il sogno dell’equità fiscale

In questo numero

Mentre si succedono, rapidi e controversi, i dati sull’occupazione in Italia, si impone una riflessione sulla effettiva capacità dei provvedimenti varati dal governo non solo di favorire la creazione di nuovi posti di lavoro ma anche di crearne di “migliori” dal punto di vista della stabilità e delle tutele.

il Sommario

gli Articoli

Agenda. Jobs Act, il grande bluff

L’impatto della riforma del lavoro

of Maria Cecilia Guerra

La discussione in corso sulla riforma del mercato del lavoro conseguente all’approvazione del Jobs Act si è incentrata soprattutto sulla relazione tra flessibilità e crescita economica. Aggiustare il livello e la composizione della forza lavoro per adattarla alle nuove esigenze del mercato e favorire così la crescita delle imprese può essere senz’altro utile al rilancio dell’economia. Non bisogna però sottovalutare l’aumento dei costi sociali che queste misure possono comportare, nonché le implicazioni sul sistema politico e sulla qualità della democrazia del nostro paese.

Agenda. Jobs Act, il grande bluff

Lavoro in Italia: vecchie debolezze e insicurezza crescente

of Francesca della Ratta-Rinaldi e Federica Pintaldi

Le numerose riforme che si sono succedute negli anni hanno reso sempre meno veritiera l’immagine di un mercato del lavoro italiano statico e soffocato da rigidità. I dati rivelano infatti che, complice anche la crisi economica prolungata, il lavoro in Italia si caratterizza sempre più per il suo essere atipico e a tempo parziale, strutturato su orizzonti temporali molto brevi, con frequenti casi di sovraistruzione e una perdurante precarietà anche per le fasce di età più adulte. È questa la realtà in cui si colloca il Jobs Act, e solo nel lungo periodo sarà possibile valutare appieno l’impatto del nuovo contratto a tutele crescenti e verificare se esso porterà davvero a ridurre la precarietà o non contribuirà piuttosto a estendere a una più ampia platea di lavoratori il sentimento di insicurezza che oggi caratterizza solo alcuni.

Agenda. Jobs Act, il grande bluff

Jobs Act a rischio di incostituzionalità

of Maria Vittoria Ballestrero

Se in termini generali è possibile nutrire dubbi circa la compatibilità costituzionale dell’intero modello di flexicurity che le continue modifiche al diritto del lavoro stanno costruendo il Italia, il Jobs Act, nello specifico, presenta diversi elementi di incoerenza con i principi fondamentali della Carta costituzionale italiana e dell’ordinamento europeo, in merito sia alla scelta del ricorso alla delega legislativa, sia alla disparità di trattamento tra vecchi e nuovi assunti e alla precarizzazione del contratto a tempo indeterminato che va a introdurre.

Agenda. Jobs Act, il grande bluff

Jobs Act: tutele al ribasso

of Lorenzo Zoppoli

Il nuovo contratto a tutele crescenti introdotto dal Jobs Act è una riforma dal sicuro impatto mediatico ma che si rivela nella sostanza nebulosa e ingannevole. Nato come misura emergenziale in risposta alla progressiva perdita di qualità del lavoro degli italiani, esso non sembra essere in grado di migliorare le condizioni di vita dei lavoratori, a meno che non sia affiancato da un sistema di tutela del lavoro e dei redditi ampio e diffuso come quello che ha funzionato in Italia per quarant’anni, seppure con enormi limiti. Così strutturato, il contratto a tutele crescenti non può dunque che rivelarsi uno strumento per la creazione di nuove diseguaglianze. E anche se inizialmente produrrà un aumento delle assunzioni, difficilmente riuscirà a rendere stabile questa tendenza.

Agenda. Jobs Act, il grande bluff

Dignità del lavoro e lavoro dignitoso

of Fabrizio Pirro

È sufficiente, anche in un periodo di crisi, porsi il problema di offrire occupazione o è necessario interrogarsi sulla qualità dell’occupazione che si intende creare, sulle sue caratteristiche, sulla dignità stessa del lavorare? Che sia doveroso intervenire sulle norme che regolano il nostro mercato del lavoro è innegabile, ma non rinunciando a mantenere integra la dignità del lavorare, e non solo per motivi etici o filosofici: far lavorare in condizioni poco dignitose, a lungo termine, compromette la produttività e la competitività delle nostre imprese.

Agenda. Jobs Act, il grande bluff

Il Jobs Act non cambia verso alla crisi dell’occupazione e del paese

of Paolo Pini

L’austerità fiscale e la flessibilità del lavoro, malgrado non siano riuscite a trainare l’Europa fuori dalla gravissima crisi degli ultimi anni, continuano a rappresentare i pilastri della sua politica economica. Anche il Jobs Act non si discosta da queste direttrici, in quanto attua una politica che mira alla stagnazione dei salari nominali. Ciò che invece appare indispensabile per rilanciare lo sviluppo è la crescita della produttività e delle retribuzioni, che deve essere agevolata il più possibile attraverso l’individuazione di un’adeguata politica industriale e dell’innovazionee la rimozione dei vincoli fissati a livello europeo.

Agenda. Jobs Act, il grande bluff

Politiche del lavoro e limiti della (mancata) crescita italiana

of Andrea Ciarini

La riforma del mercato del lavoro appena approvata si inserisce in un quadro di debolezze strutturali del nostro sistema produttivo, caratterizzato da un terziario avanzato non solo di ridotte dimensioni ma addirittura in decrescita e dalla grande diffusione del lavoro parasubordinato e delle partite IVA monocommittenti. Per uscire dalla via bassa alla competitività non sono sufficienti sole misure di incentivazione indiretta. Occorre una nuova politica degli investimenti che sia in grado di agire direttamente sulla domanda rilanciando la creazione dioccupazione nei settori a più alto tasso di valore aggiunto.

Focus. Il sogno dell’equità fiscale

La nuova frontiera dell’abuso del diritto in materia fiscale

of Franco Gallo

Tra gli interventi previsti dalla legge delega 23/2014, quello sull’abuso del diritto in materia fiscale è forse il più importante. Esso è infatti volto a superare le incertezze interpretative e le difficoltà di definizione dell’abuso e delle modalità di uso distorto degli strumenti negoziali e a impedire che gli uffici amministrativi continuino a esercitare i loro poteri di accertamento senza delle precise linee guida. Anche se non sarà facile per il futuro eliminare del tutto il conflitto tra questa esigenza e l’astratta nozione di abuso, questo intervento rappresenta un importante passo inavanti verso una sistematizzazione della disciplina in merito.

Focus. Il sogno dell’equità fiscale

Sistema fiscale e necessità di riforma

of Vincenzo Visco

Sebbene nel complesso le imposte italiane non siano molto dissimili da quelle esistenti negli altri paesi europei e i problemi principali del fisco nel nostro paese siano in larga misura gli stessi che affliggono i sistemi dei paesi più industrializzati in tempo di globalizzazione e liberalizzazione delle economie, l’Italia presenta alcuni problemi specifici. Tra questi soprattutto l’elevata evasione, che determina anche un minore gettito IVA, l’eccessivo peso dell’IRPEF, una tassazione confusa e disordinata dei redditi di capitale e un prelievo patrimoniale sugli immobili in cui si fa troppo affidamento sulle imposte sui trasferimenti anziché sul possesso. Un riassetto complessivo appare quindi necessario, e le proposte di intervento migliorativo non mancano.

Focus. Il sogno dell’equità fiscale

Perché gli italiani pensano di pagare troppe tasse

of Innocenzo Cipolletta

Malgrado il carico fiscale esistente in Italia non sia dissimile da quello degli altri grandi paesi europei, gli italiani sono convinti di pagare troppe tasse. Le ragioni alla base di questa sensazione risiedono nella frequente modifica dei regimi fiscali, nell’alta evasione e nella confusione circa il ruolo dello Stato come fornitore di servizi indivisibili e come ente di protezione sociale. Sarebbe sufficiente scorporare dalla pressione fiscale propriamente detta le protezioni che hanno natura più assicurativa che sociale, soprattutto in merito alle prestazioni previdenziali, alla sanità e all’istruzione universitaria, per rendere più leggero lo Stato e ridurre la percezione di pagare tasse troppo alte in cambio di servizi poco efficienti.

Focus. Il sogno dell’equità fiscale

Fisco, lotta alle diseguaglianze e rilancio della crescita

of Roberto Artoni

Un elemento sembra accomunare le critiche sollevate tanto negli Stati Uniti quanto nelle principali economie europee in merito ai sistemi fiscali adottati: tutte mirano al perseguimento e al raggiungimento di una migliore distribuzione di reddito e ricchezza come presupposto della ripresa di un processo di crescita duraturo e sostenibile. Se questo è l’obiettivo condiviso, occorre allora interrogarsi su quali interventi possono essere messi in campo per raggiungerlo.

Focus. Il sogno dell’equità fiscale

Una nuova fiscalità ambientale per l’innovazione e il lavoro

of Edoardo Zanchini

Intervenire sulla questione della fiscalità, rivoluzionandone l’approccio e modificando le priorità della tassazione ambientale, può essere l’occasione giusta per disegnare una traiettoria di sviluppo del paese alternativa, lineare e consapevole. Scegliere una chiave di innovazione ambientale per agire sul sistema fiscale italiano non è solo importante per la prospettiva che può aprire in termini di qualità dei processi e dei prodotti e di creazione di lavoro. È anche una strada realmente praticabile per individuare le risorse necessarie a rilanciare gli investimenti e promuovere la crescita.

Focus. Il sogno dell’equità fiscale

Evasione dell’IVA, le strategie di contrasto

of Alessandro Santoro

Il fenomeno dell’evasione fiscale, soprattutto per quanto riguarda l’IVA, è ormai oggetto di stime piuttosto precise, basate su metodologie internazionalmente condivise. Anche grazie a esse la legge di stabilità per il 2015 ha modificato l’approccio al problema, adottando l’ottica della prevenzione piuttosto che quella della repressione. Ma questo“cambiamento di verso” non può risultare davvero efficace senza un preventivo miglioramento dell’utilizzo dell’enorme quantitativo di dati a disposizione dell’amministrazione finanziaria, che rischia altrimenti di non venire sfruttato appieno.

Focus. Il sogno dell’equità fiscale

La complessità della semplificazione

of Giuseppe Marino

Il recente decreto semplificazioni fiscali introduce una serie di novità che suscitano un iniziale favore per l’intento semplificatore che sembra pervaderlo. Alla luce di una valutazione più ponderata, però, esso rivela non solo la mancanza di un reale e organico disegno riformatore, ma anche il perdurare di alcuni meccanismi che, sul piano pratico-operativo, disincentivano l’instaurarsi di un rapporto direttoe di fiducia tra fisco e contribuente. Per risultare davvero efficace, un processo di semplificazione fiscale a livello normativo ha bisogno di tempi di elaborazione lunghi e di interventi strutturali, chiari e pienamente fruibili dai contribuenti.

Focus. Il sogno dell’equità fiscale

Decentramento e finanza locale: quale direzione per l’Italia?

of Massimo Bordignon

La riforma costituzionale in corso di approvazione in Parlamento e il decreto Delrio, che ha ridisegnato la geografia degli enti intermedi in Italia, hanno profondamente modificato il quadro di riferimento per le strutture di governo substatali. È in questo nuovo contesto che deve collocarsi, se vuole risultare efficace, qualunque dibattito sulla finanza locale. Solo così si potrà sperare di avanzare adeguate proposte di riforma che altrimenti rischierebbero di apparire velleitarie.

Focus. Il sogno dell’equità fiscale

Tassazione, sostegno e redistribuzione per i nuclei fa miliari

of Ruggero Paladini e Ferdinando Di Nicola

Con il passare degli anni l’imposizione diretta sui redditi di persone e famiglie, fornita dei principali trasferimenti a corredo, ha assunto sempre più chiaramente i tratti di un sistema tax benefit non organico, costituitosi per successive stratificazioni. Ne deriva un insieme che presenta caratteristiche allo stesso tempo inefficienti e inique. L’occasione della discussione sulla delega di riforma fiscale potrebbe essere utilizzata anche per esaminare gli elementi indesiderati esistenti e predisporre un nuovo disegno per superarli.

Focus. Il sogno dell’equità fiscale

Concorrenza fiscale in Europa. Alternative alla impostazione neoliberista

of Salvatore Biasco

Il tema della concorrenza fiscale in Europa non contiene solo l’interesse specifico dei paesi danneggiati a por fine a una distorsione clamorosa, ma investe l’esigenza di assoggettare il capitalismo multinazionale a regole globali. Finché essa persiste, sarà difficile fronteggiare la capacità delle multinazionali di sfuggire alla tassazione, producendo non solo un danno di gettito per il paese in cui il reddito viene prodotto, ma anche un’alterazione della concorrenza nel mercato. Il fisco è un altro campo in cui l’Unione rivela la debolezza dei presupposti liberisti su cui è stata costruita. L’armonizzazione dovrà essere una bandiera della sinistra per imporre uno standard mondiale in materia di fiscalità delle imprese transfrontaliere adeguato alla nuova realtà del capitalismo integrato e all’importanza che assume il commercio di beni immateriali.

Internazionale. Se la Grecia va in default

Atene e la sua battaglia per l’anima dell’Europa

of Gustavo Piga

Nei negoziati in corso a Bruxelles tra i rappresentanti dell’Unione europea e quelli del governo greco è in gioco una posta molto più alta di quella che i freddi numeri lasciano trasparire: l’anima stessa dell’Europa. Alla Grecia va il merito di aver ingaggiato una battaglia per spingere l’UE ad abbandonare il cieco perseguimento della stabilità e dell’austerità incarnato dal Fiscal Compact per costruire un paradigma nuovo che si richiami ai principi ispiratori del progetto di integrazione del continente: libertà e solidarietà.

Internazionale. Se la Grecia va in default

SYRIZA sfida l’Europa

of Teodoro Andreadis Synghellakis

Le scorse elezioni legislative in Grecia hanno prodotto un risultato eccezionale: la vittoria di SYRIZA – una formazione politica che non si riconosce né nel PSE né nel PPE – in un contesto di drammatica crisi economica. Il partito di Tsipras, aprendosi a un dialogo fruttuoso con i manifestanti di piazza Syntagma, ha cercato di elaborare proposte alternative alla ricetta neoliberista imposta dalla Troika, mettendo in discussione l’immodificabilità dello status quo esistente in Europa. L’ascesa di SYRIZA è avvenuta contestualmente ad altri decisivi mutamenti del panorama politico greco, fra i quali il declino dello storico partito socialista ellenico, il PASOK, colpevole di non aver saputo marcare le proprie differenze dal partito di centrodestra Nuova Democrazia, e il relativo successo elettorale ottenuto dal neonazista Alba Dorata.

Internazionale. Se la Grecia va in default

I rischi della Grexit

of David Carretta

Nonostante le aspettative dei creditori internazionali, il primo ministro ellenico Alexis Tsipras non ha abbandonato la retorica rivoluzionaria e nazionalista che lo ha fatto eleggere, e continua a perseguire una politica antisistemica e dai tratti fortemente ideologici. Questa condotta rischia seriamente di portare la Grecia al default e verso l’uscita dall’euro, non solo rimettendo così in discussione l’integrità dell’unione monetaria e la perennità della moneta unica, ma anche creando un pericoloso precedente per tutti quei paesi, compresa l’Italia, in cui sono presenti rilevanti forze politiche contrarie all’euro.

Internazionale. Se la Grecia va in default

Come ricostruire la Grecia

of Charalampos Gotsis

Dopo i licenziamenti, i tagli e la cessione di beni pubblici che hanno contraddistinto gli anni della crisi, la Grecia ha urgente bisogno di un piano ben congegnato di ricostruzione economica che segua un modello di giustizia sociale ed efficienza. Servono uno Stato moderno e dinamico, un sistema fiscale equo e semplice, un’amministrazione della giustizia efficace, un sistema pensionistico sostenibile e un maggior investimento in innovazione, ricerca e sviluppo. Tali riforme potranno servire a rafforzare la domanda interna e a favorire l’avvio di nuovi investimenti utili per espandere la base produttiva e le esportazioni.

Internazionale. Se la Grecia va in default

Diseguaglianze sociali e politiche di welfare In tempo di crisi

of Marica Frangakis

Le politiche di austerity proposte dall’Unione europea in risposta alla crisi economica degli ultimi anni sono state applicate in Grecia con un piglio vendicativo tale da avere messo in ginocchio il paese e ridotto quasi al collasso la sua economia, con implicazioni sociali pesantissime. La disoccupazione, la povertà e la diseguaglianza tra i cittadini hanno infatti raggiunto livelli estremamente preoccupanti e lo Stato sociale non è più in grado di fronteggiare l’emergenza. Per fortuna si è attivata una rete di solidarietà, nazionale e internazionale, che aiuta a dissipare un po’ le tenebre che avvolgono il paese. Ma non basta. Serve che l’Europa cambi subito binario e guardi con più partecipazione alle sofferenze e alle privazioni del popolo greco.

Dizionario Civile

Terrorismo

of Renzo Guolo

Il concetto di “terrorismo” è uno dei più problematici e controversi nelle scienze sociali. Le definizioni sono molteplici e nessuna si è davvero imposta sulle altre, a dimostrazione della difficoltà di produrre una teoria unificante e condivisa sul fenomeno. Il concetto fa riferimento a una miriade di oggetti, e soggetti, assai diversi tra loro. Tanto che, comunemente, viene confuso con altri fenomeni che comportano l’uso della violenza, come la guerriglia o l’insurrezione rivoluzionaria, indipendentemente dal numero degli aderenti ai gruppi che danno vita a queste ultime forme e dal consenso che hanno.


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