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Editoriale 9/2011

Written by Italianieuropei Wednesday, 26 October 2011 12:06 Print
Editoriale 9/2011 Illustrazione: Alessandro Sanna

La scelta del leader non è mai cosa da poco. In quest’epoca di estrema personalizzazione della politica, però, le qualità dello sfidante di Berlusconi o di chi verrà dopo di lui faranno la differenza. Sulle modalità per la scelta del candidato del centrosinistra, e in particolare sullo strumento delle primarie di coalizione, i pareri si dividono e lo scontro diviene aspro.

La scelta del leader non è mai cosa da poco. In quest’epoca di estrema personalizzazione della politica, però, le qualità dello sfidante di Berlusconi o di chi verrà dopo di lui faranno la differenza. Sulle modalità per la scelta del candidato del centrosinistra, e in particolare sullo strumento delle primarie di coalizione, i pareri si dividono e lo scontro diviene aspro. Tanti sono gli aspetti della vita quotidiana dei partiti a essere coinvolti; il loro stesso ruolo di mediazione delle istanze particolari e di strumento per la selezione della classe dirigente viene rimesso in discussione. Una riflessione su pregi e difetti delle primarie è quindi quanto mai opportuna. Per questo, “in Copertina”, ospitiamo un confronto fra Nichi Vendola e Michele Prospero che pone in evidenza caratteri vincenti e penalizzanti, rischi e opportunità, vantaggi e criticità delle primarie. Segue un intervento di Mattia Diletti che ci aiuta a comprendere i caratteri peculiari di uno strumento che, nato negli Stati Uniti nei primi anni del Novecento, pur portando con sé l’eredità del contesto storico e geografico da cui ha avuto origine, viene ora considerato adatto a ogni tempo e latitudine.

Il numero prosegue con un’“Agenda”, dedicata al tema dell’integrazione delle seconde generazioni di musulmani in Italia, che prende spunto da una ricerca – della quale presentiamo una sintesi – promossa dall’Associazione Genemaghrebina e condotta sotto la direzione scientifica di Mario Abis, con il contributo di Unicredit e in collaborazione con la Fondazione Italianieuropei. L’individuazione di un percorso credibile di integrazione delle seconde generazioni costituisce una delle più multiformi e ambiziose sfide per la politica nazionale ed europea del nostro tempo; un percorso che, data la complessità del problema, va condotto con provvedimenti coordinati e che intervengono in tanti ambiti diversi: giuridico, culturale, della libertà religiosa, della formazione, del diritto di cittadinanza, dell’autodeterminazione delle donne, delle politiche per il lavoro e così via. Di questa complessità rendono in parte testimonianza gli approfondimenti e gli interventi di commento alla ricerca che abbiamo raccolto e che, pur partendo da punti di vista differenti e sviluppando le loro riflessioni in diversi campi di analisi, riservano però la piacevole sorpresa di convergere ampiamente sia sulle valutazioni di merito sia su alcune delle possibili linee d’azione.

Tutto ciò non può però farci dimenticare neanche per un attimo le gravi difficoltà economiche che stiamo attraversando e il problema della bassa crescita che, come ormai unanimemente riconosciuto, è il vero nodo da sciogliere per invertire la tendenza al declino del nostro paese. Riteniamo che un ambito imprescindibile di intervento a tale proposito – una scelta strategica – sia dato dalle infrastrutture. Per questo abbiamo scelto di dedicare il “Focus” del numero 9/2011 a una discussione sulle priorità e sui caratteri distintivi di un nuovo programma di investimenti infrastrutturali per rilanciare la crescita economica dell’Italia.

Le difficoltà economiche italiane fanno da sfondo a un’altra partita importante sulla natura e i caratteri delle relazioni industriali del nostro paese. Una partita che, apertasi con l’accordo tra i sindacati e Confindustria dello scorso giugno, è proseguita per tutta l’estate attraverso i tentativi del governo di scompaginare il fronte sindacale, e vede ora nell’uscita di FIAT da Confindustria uno strappo dagli effetti imprevedibili. La partita prosegue e, attraverso gli articoli raccolti ne “Il caso italiano”, abbiamo voluto ricostruirne le dinamiche più importanti, per cercare di capire, effettivamente, qual è la posta in gioco.

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