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In questo numero

Written by Italianieuropei Wednesday, 26 October 2011 12:03 Print

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La scelta del leader non è mai cosa da poco. In quest’epoca di estrema personalizzazione della politica, però, le qualità dello sfidante di Berlusconi o di chi verrà dopo di lui faranno la differenza. Sulle modalità per la scelta del candidato del centrosinistra, e in particolare sullo strumento delle primarie di coalizione, i pareri si dividono e lo scontro diviene aspro. Una riflessione su pregi e difetti delle primarie è quindi quanto mai opportuna. Per questo, “in Copertina”, ospitiamo un confronto fra Nichi Vendola e Michele Prospero che pone in evidenza caratteri vincenti e penalizzanti, rischi e opportunità, vantaggi e criticità delle primarie.

Il numero prosegue con un’“Agenda”, dedicata al tema dell’integrazione delle seconde generazioni di musulmani in Italia: una delle più multiformi e ambiziose sfide per la politica del nostro tempo che, data la complessità del problema, va combattuta con provvedimenti coordinati e che intervengono in tanti ambiti diversi. Di questa complessità rendono testimonianza gli interventi che abbiamo raccolto e che, pur partendo da punti di vista differenti, riservano la piacevole sorpresa di convergere sia sulle valutazioni di merito sia su alcune delle possibili linee d’azione.

Tutto ciò non può però farci dimenticare le gravi difficoltà economiche che stiamo attraversando e il problema della bassa crescita, che è il vero nodo da sciogliere per invertire la tendenza al declino del nostro paese. Riteniamo che un ambito imprescindibile di intervento a tale proposito sia dato dalle infrastrutture. Per questo abbiamo scelto di dedicare il “Focus” di questo numero a una discussione sulle priorità e sui caratteri distintivi di un nuovo programma di investimenti infrastrutturali per rilanciare la crescita.

Le difficoltà economiche italiane fanno da sfondo a un’altra partita importante sulla natura e i caratteri delle relazioni industriali del nostro paese. Una partita che, apertasi con l’accordo tra i sindacati e Confindustria dello scorso giugno, è proseguita per tutta l’estate attraverso i tentativi del governo di scompaginare il fronte sindacale, e vede ora nell’uscita di FIAT da Confindustria uno strappo dagli effetti imprevedibili. La partita prosegue e, attraverso gli articoli raccolti ne “Il caso italiano”, abbiamo voluto ricostruirne le dinamiche più importanti, per cercare di capire, effettivamente, qual è la posta in gioco.

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