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In questo numero

Written by Italianieuropei Tuesday, 24 May 2011 16:24 Print

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QUALE GOVERNO PER L’ECONOMIA EUROPEA? | La crisi economica globale degli ultimi tre anni ha rivelato chiaramente l’inadeguatezza dei preesistenti meccanismi di governance economica dell’Unione europea sia nel prevenire l’esplosione dei debiti privati e sovrani dei suoi paesi più deboli, sia nella gestione degli squilibri commerciali e dei divari di competitività fra i paesi dell’area dell’euro. A questa inadeguatezza cerca di porre rimedio l’ampio progetto di riforma del sistema di governance che verrà definitivamente approvato il prossimo giugno. Rimane però da capire quante di queste novità riusciranno a realizzarsi davvero. Quale governo si prepara per l’economia europea?

I RIFIUTI COME RISORSA | Le immagini delle montagne di sacchetti della spazzatura accumulati accanto ai cassonetti in alcune città italiane nelle fasi di emergenza rivelano chiaramente tutte le arretratezze e gli squilibri che il ciclo di gestione dei rifiuti presenta nel nostro paese. L’adozione di un nuovo modello di produzione e consumo incentrato sulla sostenibilità ambientale e l’introduzione di un più efficiente sistema di gestione delle diverse fasi del ciclo dei rifiuti potrebbero però trasformare in risorsa quello che attualmente è vissuto come un irrisolvibile problema.

I BENI COMUNI: VERSO I REFERENDUM | Il dibattito sui beni comuni che si è svolto negli ultimi mesi induce a riflettere in senso ampio sull’accesso alla conoscenza, ai diritti, alla democrazia e sull’agire nell’interesse delle generazioni future.
In particolare, i referendum del 12 e 13 giugno presentano una complessità solo parzialmente resa dai mezzi di comunicazione. Per quanto riguarda i quesiti relativi all’acqua, ad esempio, si deciderà della qualità e dei costi del servizio idrico in Italia; di come reperire le risorse finanziarie per la manutenzione degli impianti e la costruzione di nuove indispensabili infrastrutture, soprattutto per quanto riguarda la depurazione. L’esigenza di istituire un’Autorità indipendente di controllo e di introdurre criteri di regolazione rigorosi e validi su tutto il territorio nazionale rimane comunque una priorità.

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