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Editoriale. I think tank della Chiesa

Written by Italianieuropei Tuesday, 26 April 2011 15:50 Print
Editoriale. I think tank della Chiesa Illustrazione: Lorenzo Petrantoni

L’opinione pubblica si interroga spesso sugli orientamenti culturali, sociali e politici dei cattolici italiani. Non è facile, però, capire come si formano tali orientamenti. Dove pensano i cattolici? Quali sono i luoghi in cui nascono idee e posizioni che poi diventano prevalenti?


L’opinione pubblica si interroga spesso sugli orientamenti culturali, sociali e politici dei cattolici italiani. Non è facile, però, capire come si formano tali orientamenti. Dove pensano i cattolici? Quali sono i luoghi in cui nascono idee e posizioni che poi diventano prevalenti? Finché c’era un partito che parlava a nome dei cattolici si poteva pensare che i loro orientamenti venissero elaborati dalla Democrazia Cristiana o dal suo gruppo dirigente. Ma ciò era vero solo in parte e, in ogni caso, ora quel partito non c’è più. Negli ultimi anni si è detto o scritto che scaturivano dalla presidenza della CEI, guidata dal cardinal Ruini.

Anche in questo caso, però, si tratta di una verità parziale.

I contributi raccolti in questa rubrica non hanno pretese di esaustività e riflettono le opinioni degli autori. La loro lettura complessiva può suscitare disorientamento: non emergono, infatti, risposte univoche. Se ne potrebbe dedurre che l’elaborazione del pensiero cattolico avviene in modo frammentato. È una conclusione non priva di fondamento, ma che rischia di fermarsi alla superficie del problema. Proprio l’evidente eterogeneità dei luoghi qui censiti, infatti, suggerisce qualche osservazione non scontata. Monasteri di clausura o parrocchie potrebbero apparire fuori posto in una ricognizione dei “luoghi di pensiero”. Ma la Chiesa è una singolare “rete” di soggetti diversi, che va da gruppi di volontari impegnati con i poveri a istituzioni accademiche di grande prestigio, da spazi frequentati dalle famiglie e investiti dai problemi della vita quotidiana a luoghi di preghiera, per spiriti in ricerca, apparentemente “fuori dal mondo”, da riviste prestigiose a siti internet molto “militanti”. Proprio nelle peculiarità di questa rete si radica l’originalità di un pensiero cattolico che collega masse ed élite e che mescola continuamente i problemi ad intra della Chiesa con aperture ad extra proiettate verso il mondo intero. Tale originalità non coincide immediatamente con la capacità di elaborare un pensiero originale. Ma essere cattolici significa essere legati a un mondo vasto. È noto il ruolo centrale rivestito in questo senso dal magistero del papa ed è impossibile parlare di cattolici italiani senza considerare i riflessi di un progressivo spostamento del baricentro della Chiesa verso il mondo extraeuropeo.

In Italia, l’espressione “cultura cattolica” è stata da tempo messa in discussione ed è divenuta desueta. Frequente nella prima metà del secolo, è stata rilanciata da un’immagine organica del cattolicesimo italiano diffusa nel dopoguerra. Ma il rinnovamento conciliare e le molteplici vicende culturali, sociali e politiche degli ultimi decenni l’hanno resa obsoleta. Tuttavia, i cattolici vivono una spinta verso l’unità. La condivisione della stessa fede, l’ascolto e la meditazione delle Scritture, i loro riferimenti istituzionali, una comune esperienza liturgica alimentano tale spinta, che si colora di volta in volta di uno specifico spessore storico. C’è una storia dei cattolici italiani diversa da quella dei cattolici di altri paesi, legata alla collocazione del papato, alla Questione romana, alla stagione politica democristiana, e c’è un loro presente, anch’esso segnato da aspetti particolari: gran parte dei “movimenti” che caratterizzano l’oggi del cattolicesimo mondiale è nata in Italia o si è diffusa a partire dall’Italia, dove la secolarizzazione ha inciso in modo diverso da altri paesi occidentali. La cultura dei cattolici, infine, è profondamente radicata dentro la cultura di tutti. Ciò spiega perché il loro pensiero rifletta spesso – seppure in forme proprie e in modi specularmente rovesciati – i pregi e i limiti della cultura dei laici e soffra di problemi analoghi.

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