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Osservatorio sul centro sinistra

Written by Giacomo Sani e Paolo Segatti Monday, 02 September 2002 02:00 Print

Nell’anno e mezzo trascorso dalle elezioni del 13 maggio 2001, molte sono state le valutazioni sullo stato di salute dell’ Ulivo e le proposte per il suo rilancio. Al dibattito hanno preso parte osservatori ed esponenti politici di parte diversa e non è mancata la voce di settori non marginali dell’elettorato di centrosinistra. I giornali e la televisione, come loro compete, hanno raccolto le diverse opinioni, e così facendo hanno contribuito a costru i re una delle immagini dell’Ulivo, forse la più incisiva tra quelle che giungono agli elettori. Ma quale è il profilo dell’immagine che emerge dai media, quali sono i suoi contenuti? Per rispondere al quesito abbiamo pensato che fosse utile vedere come la stampa si è occupata dei casi dell’Ulivo in un periodo particolarmente caldo della sua vita. Accanto a questa prima linea di ricerca, e sempre con l’intento di tentare di capire come l’Ulivo viene visto da altri soggetti piuttosto che come si percepisce attraverso i suoi esponenti ed elettori, abbiamo raccolto i pareri sullo stato dell’Ulivo espressi da un piccolo ma qualificato campione di studiosi di materie politologiche, presenti nelle nostre università.

 

I dati dell'osservatorio provengono da tre indagini diverse per oggetto e metodologia. L'indagine su «l'immagine del centrosinistra sulla stampa quotidiana» riguarda uno studio sulle modalità di rappresentazione del centrosinistra presenti in cinque delle maggiori testate giornalistiche italiane (Corriere della sera, la Repubblica, La Stampa, Il Giornale e il Manifesto) nel periodo che va dal 1 marzo al 31 maggio del 2002. La rilevazione é stata effettuata dallÕIstituto Cares dell'Osservatorio di Pavia su un campione di 300 articoli, pubblicati nelle prime pagine o nelle pagine di politica interna, che hanno avuto per oggetto eventi, soggetti collettivi e individuali riconducibili all'Ulivo. L'unità di analisi é costituita da quelle parti di testo che hanno coerenza di soggetto politico e tema. Questo comporta che per ogni articolo vi può essere un numero variabile di unità di analisi. Infatti il corpus finale é costituto da 3972 unità di analisi. L'indagine che ha per oggetto «l'immagine del centrosinistra tra gli scienziati politici» é basata su un'intervista telematica/postale ad un campione di 50 studiosi ed esperti di politica italiana,1 tutti operanti in universit. italiane, 36 dei quali ci hanno dato la collaborazione. I dati sugli orientamenti di massa provengono dalle indagini ripetute nel tempo mediante interviste ad un stesso campione di elettori (panel) che l'Ispo-Cra Nielsen, diretta da Renato Mannheimer, svolge ormai da diversi anni. Per la metodologia seguita in tali indagini rimandiamo alle note tecniche presenti sul sito www.trendoline.com

 

 

L'Ulivo tra crisi e rilancio: l'immagine sulla stampa e il parere dei politologi

Nell’anno e mezzo trascorso dalle elezioni del 13 maggio 2001, molte sono state le valutazioni sullo stato di salute dell’ Ulivo e le proposte per il suo rilancio. Al dibattito hanno preso parte osservatori ed esponenti politici di parte diversa e non è mancata la voce di settori non marginali dell’elettorato di centrosinistra. I giornali e la televisione, come loro compete, hanno raccolto le diverse opinioni, e così facendo hanno contribuito a costru i re una delle immagini dell’Ulivo, forse la più incisiva tra quelle che giungono agli elettori. Ma quale è il profilo dell’immagine che emerge dai media, quali sono i suoi contenuti? Per rispondere al quesito abbiamo pensato che fosse utile vedere come la stampa si è occupata dei casi dell’Ulivo in un periodo particolarmente caldo della sua vita. Accanto a questa prima linea di ricerca, e sempre con l’intento di tentare di capire come l’Ulivo viene visto da altri soggetti piuttosto che come si percepisce attraverso i suoi esponenti ed elettori, abbiamo raccolto i pareri sullo stato dell’Ulivo espressi da un piccolo ma qualificato campione di studiosi di materie politologiche, presenti nelle nostre università. Queste due linee di indagine, illustrate a fianco, hanno prodotto risultati in larga misura convergenti e delineano un profilo che, per quanto non sorprendente, presenta alcune interessanti spunti di riflessione.

 

L'Ulivo: come ne parlano i giornali

Come è facile immaginare, nelle pagine dei giornali da noi esaminati è presente una grande varietà di temi direttamente o indirettamente connessi alle vicende della politica e, in particolare, rilevanti per l’immagine dell’Ulivo. Nonostante ciò, è possibile identificare nei materiali analizzati due grandi categorie di temi. La prima categoria è quella costituita da tematiche relative ai diversi aspetti della agenda politica (politica estera, sanità, ambiente, istruzione, immigrazione ecc.). Sono questi i temi sui quali il governo e le forze di opposizione duellano per convincere gli elettori della bontà delle loro posizioni e proposte. Li potremmo definire, per questa ragione, come i temi «sostantivi» del dibattito politico ed essi costituiscono il 34,3% del totale dei temi presenti nelle nostre unità di analisi. Accanto a questo primo gruppo è possibile individuare un secondo insieme di questioni relative alle vicende interne all’Ulivo e/o relative ai partiti che lo compongono. Li potremmo chiamare temi «di schieramento», ed essi ammontano a ben il 65,7% di tutte le questioni toccate nei materiali da noi esaminati, senza grandi variazioni tra testata e testata. In sostanza, questo primo dato ci dice che l’immagine dello schieramento di centrosinistra presente sulla stampa è prevalentemente quella di una forza politica afflitta da seri problemi interni (e, per così dire, ripiegata su se stessa) piuttosto che quella di un soggetto propositivo (o critico) che ambisce a dire la sua sui diversi temi in discussione.

Al di là dei temi, meritano una qualche attenzione anche le «cornici narrative» entro le quali vengono confezionate e presentate ai lettori le informazioni relative all'Ulivo. Diverse ricerche hanno infatti dimostrato che spesso ciò che rimane impresso nella mente dei lettori sono proprio le chiavi interpretative più che le informazioni sulle posizioni assunte o sulle dichiarazioni di un esponente politico. Ora, nei materiali analizzati il grosso delle cornici narrative utilizzate può essere ricondotto a due principali categorie. Potremmo definire quella più frequentemente utilizzata come quella della «crisi» (riferimenti alle divisioni nel centrosinistra, alla questione della leadership, alle tensioni tra le diverse componenti, alle resistenze rappresentate dal persistere delle singole identità partitiche, alle ambizioni personali), mentre la seconda rimanda invece al rilancio dell’Ulivo (riferimenti alla necessità di iniziativa politica, i richiami all’unità, gli appelli ai valori, le esigenze di rinascita dell’ Ul i vo). Queste due principali chiavi interpretative sono presenti in tutte e cinque le testate esaminate anche se vi sono alcune differenze di accentuazione. In particolare, «il Manifesto» parla dell’Ulivo e dei suoi leader all’interno di contesti narrativi che mettono l’accento sulla necessità o la possibilità del rilancio, mentre «Il Giornale» racconta le vicende dell’Ulivo enfatizzando maggiormente gli elementi di crisi dello schieramento.

Differenze ancora più accentuate si riscontrano a proposito del «tono» con il quale vengono affrontati sui cinque quotidiani i casi dell’Ulivo. Accanto ai toni prevalentemente neutri di solito riscontrabili sul «Corriere della Sera» e su «La Stampa», troviamo una relativa accentuazione di valutazioni positive o negative rispettivamente su «la Repubblica» e su «Il Giornale». Diverso è poi il caso de «il Manifesto», testata che si segnala per la elevata frequenza di prese di posizioni forti, ora di appoggio e ora di critica, in sostanziale equilibrio tra di loro.

L’ultimo punto da segnalare riguarda la presenza sulle cinque testate dei gruppi che compongono lo schieramento di centrosinistra e dei loro esponenti. Quanto ai gruppi, i dati da noi esaminati mostrano una forte concentrazione sopratutto su DS e Margherita mentre le altre componenti della coalizione godono un’attenzione decisamente minore. La gerarchia delle presenze sembra dunque riflettere i rapporti di forza tra i gruppi. Gli esponenti del centrosinistra che nei tre mesi considerati sono comparsi sulle pagine dei giornali analizzati sono circa una ottantina a testimonianza del fatto che l’Ulivo parla alla opinione pubblica con una pluralità di voci che riflette non solo la frammentazione della coalizione, ma anche la frammentazione all’interno delle sue componenti. Il che non può che rendere più acuta la percezione di una coalizione afflitta da un eccesso di punti di vista diversi.

 

Cosa ne pensano i politologi

Il quadro che esce dall’analisi della stampa trova molte conferme nei pareri dei politologi consultati. Per cominciare, la stragrande maggioranza ritiene che l’opposizione del centrosinistra nel primo anno di legislatura sia stata debole e divisa, e identifica i principali fattori di debolezza nelle tensioni relative alla leadership della coalizione ed alla diversità di concezioni sulla natura e identità dello schieramento di centrosinistra. Minore rilevanza viene invece attribuita alla diversità di posizioni, che pur esiste, in tema di alleanze con altre forze di opposizione, come Rifondazione, e alle divisioni sugli indirizzi di policy da seguire.

La performance e il destino di una coalizione dipendono, almeno in parte, dalla qualità della leadership esercitata dai suoi esponenti. Abbiamo quindi chiesto ai nostri colleghi di esprimere un giudizio sull’operato di alcuni esponenti delle diverse anime del centrosinistra nel corso degli ultimi anni e di valutare quanto importante potrà essere il loro ruolo in futuro. Dalle risposte emergono alcuni leader il cui operato nel passato viene valutato complessivamente in modo molto positivo (Amato, Fassino e Prodi) o positivo (Castagnetti, D’Alema, Parisi, Rutelli), mentre altri ricevono un giudizio meno lusinghiero (Marini, Mastella, Pecoraro Scanio, Salvi, Veltroni).

Tendenze analoghe sembrano prevalere anche nelle valutazioni degli intervistati circa il futuro. Tra gli esponenti accreditati di poter svolgere un ruolo significativo vengono segnalate sia personalità che già ora si trovano ai vertici (D’Alema, Fassino e Rutelli) sia altri che oggi non hanno responsabilità di direzione politica (Amato, Cofferati e Prodi).

Sul caso di Cofferati, venuto recentemente alla ribalta anche come possibile candidato alla guida della coalizione, il giudizio dei politologi è ambivalente. Se da un lato la grande maggioranza degli nostri colleghi ritiene che egli svolgerà comunque un ruolo significativo nell’ambito del centrosinistra, metà degli intervistati pensa che una volta abbandonata la leadership del sindacato verranno forse meno le risorse per candidarsi alla guida della coalizione.

Come dimostra la cronaca politica dell’ultimo anno i rapporti tra le due principali componenti dell’Ulivo hanno rappresentato spesso una fonte di tensioni. Ma quali sono, secondo i politologi, i punti di maggiore attrito tra la Margherita e i DS? Ancora una volta il punto sottolineato dai più riguarda la definizione di una leadership pienamente condivisa da entrambe le principali componenti dell’Ulivo. I pareri sono discordi invece sugli altri problemi che pure rappresentano, a ben vedere, una delle condizioni politico-istituzionali per la costruzione di una leadership ampiamente accettata da ambedue le formazioni. Evidentemente dietro a queste differenze di opinione si celano valutazioni profondamente diverse sull’evoluzione dei rapporti tra l’Ulivo come coalizione e le singole forze che la compongono.

In passato si sono manifestate divergenze in seno all’Ulivo anche su varie tematiche di public policy con possibili rischi di divisione. Ma su quali questioni? Secondo la maggioranza degli intervistati i rischi maggiori riguardano la riforma del mercato del lavoro, il conflitto tra Stati Uniti e Irak, la parità scolastica, la riforma della previdenza e i temi di bioetica.

A parte le fonti di divisione rappresentate da problemi su indicati, l’Ulivo è parso scosso nei mesi scorsi anche da un vasto fenomeno di mobilitazione di massa che ha imposto, talvolta in modo rude, all’attenzione dei leader della coalizione alcuni problemi, come la difesa della magistratura, della scuola pubblica e dello statuto dei lavoratori, nonché la necessità di un ampio ricambio della stessa leadership dell’Ulivo. Su questo punto abbiamo chiesto al campione di dirci se si trattasse di movimenti effimeri o duraturi. La maggioranza ritiene che le mobilitazioni degli ultimi mesi siano destinate ad avere un carattere più ondivago, forse un andamento da fiume carsico. Ma come osservava uno degli intervistati, in un commento accluso al questionario, il fatto che questi movimenti possano manifestarsi in modo intermittente non indica necessariamente che la sensibilità verso queste tematiche da parte di settori dell’elettorato dell’Ulivo sia effimera, visto che a variare possono essere solo le opportunità di mobilitazione.

Tabella

 

Uno sguardo sull'altra metà del cielo

Oltre che alla propria azione, le prospettive di una coalizione sono ovviamente legate anche alle performance dello schieramento concorrente, e per questa ragione ci è parso utile chiedere ai politologi qualche valutazione sul governo Berlusconi.

Per quanto riguarda l’attuazione del programma elettorale in questo primo anno, i pareri sono divisi ma prevale, anche se di poco, l’opinione che il governo non abbia sostanzialmente rispettato le priorità indicate durante la campagna elettorale e che abbia invece scelto di privilegiare i provvedimenti di sanatoria quali la riforma del falso in bilancio, le rogatorie e lo scudo fiscale. Il mancato raggiungimento di alcuni obiettivi viene tuttavia ricondotto alla difficile congiuntura internazionale. Passando alle valutazioni di alcune iniziative del governo, l’opinione prevalente nel gruppo di politologi consultati è che la proposta di legge Frattini sul conflitto di interessi sia del tutto insufficiente, la linea del governo sulla RAI eccessivamente interventista e censoria. Il progetto di riforma dell’ordinamento giudiziario viene giudicato legittimo nella forma ma la maggioranza degli intervistati ritiene che il provvedimento rischi di essere inefficace.

Quanto, infine, al giudizio sulla stabilità della coalizione di maggioranza l’opinione prevalente è che essa, pur percorsa da alcune tensioni, sia abbastanza coesa. E pronostica che il futuro non sarà molto diverso dal passato. Solo due i temi che rischiano, secondo la maggioranza degli intervistati, di innescare tensioni e conflitti nella coalizione di centrodestra (riforma della previdenza e l’attuazione della riforma federalista). In sintesi l’opinione largamente condivisa è che la stabilità del governo Berlusconi non sia a rischio, anche se non viene esclusa la possibilità di qualche modifica nella sua composizione.

 

Consensi elettorali e valutazione dei leader: calma piatta

L’immagine dell’Ulivo che emerge dall’analisi della stampa e dalle opinioni dei politologi è quella di una coalizione afflitta da problemi irrisolti piuttosto seri. In presenza di queste difficoltà, la buona notizia è che esse non sembrano avere inciso negativamente sui consensi per il centrosinistra a livello di massa. Ma è anche evidente che i persistenti problemi dell’Ulivo, riflessi nella sua immagine pubblica, non hanno certo contribuito a ridurre lo svantaggio nei confronti dello schieramento concorrente. Stando ai risultati di inchieste demoscopiche accreditate, le intenzioni di voto degli italiani periodicamente registrate dal maggio del 2001 al luglio di quest’anno mostrano un quadro caratterizzato da forte stabilità. Nell’estate del 2002 i rapporti di forza tra la Casa delle Libertà da una parte e l’Ulivo e Rifondazione Comunista dall’altra non sono, infatti, complessivamente molto diversi da quelli sanciti dal verdetto elettorale del 13 maggio 2001. Dalla lettura degli stessi dati risulta poi che le quotazioni del presidente del Consiglio hanno subito nel corso dei mesi una lenta, graduale erosione, senza tuttavia che ciò abbia avuto apprezzabili riflessi sui consensi della sua coalizione.

Una notevole stabilità, sia pure con modeste impennate e flessioni da rilevazione a rilevazione, caratterizza l’andamento delle valutazioni dei principali esponenti politici anche sull’altro fronte. Per il momento, l’entrata in campo di Cofferati, gradito più agli elettori dei Verdi e di Rifondazione che non ai sostenitori dei DS e della Margherita, non sembra aver apportato grandi novità nella gerarchia delle preferenze degli elettori del centrosinistra per il ruolo guida della coalizione. In definitiva, anche questa prospettiva riporta al centro delle problematiche dell’Ulivo la questione della leadership.

Figura

 

Note

1 Fulvio Attinà, Stefano Bartolini, Francesco Battegazzorre, Paolo Bellucci, Gianfranco Bettin, Roberto Biorcio, Jean Blondel, Mario Caciagli, Mauro Calise, Giampiero Cama, Roberto Cartocci, Stefano Ceccanti, Piergiorgio Corbetta, Maurizio Cotta, Roberto D’Alimonte, Donatella Della Porta, Aldo Di Virgilio, Ilvo Diamanti, Sergio Fabbrini, Piero Fantozzi, Giorgio Fedel, Marcello Fedele, Maurizio Ferrera, Marco Giuliani, Franco Goio, Pietro Grilli di Cortona Scribani Rossi, Giuseppe Ieraci, Piero Ignazi, Pierangelo Isernia, Guido Legnante, Annick Magnier, Renato Mannheimer, Marco Maraffi, Alberto Martinelli, Oreste Massari, Alfio Mastropaolo, Liborio Mattina, Massimo Morisi, Leonardo Morlino, Paolo Natale, Angelo Panebianco, Adriano Pappalardo, Gianfranco Pasquino, Luciano Pellicani, Gloria Regonini, Gianni Riccamboni, Giovanni Sartori, Giordano Sivini, Salvatore Vassallo, Luca Verzichelli, Giovanna Zincone, Francesco Zucchini.

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