Preparare il futuro o preservare il presente? Gli ultimi giorni della campagna elettorale tedesca

Written by Benjamin Wilhelm Thursday, 12 September 2013 12:23 Print

La campagna elettorale tedesca è ormai alle sue battute finali. I dibattiti televisivi all’americana – nel corso dei quali la performance del candidato socialdemocratico ha sorpreso positivamente gli telespettatori/elettori tedeschi – hanno dominato questi ultimi giorni, che vedono però ancora in vantaggio la Cancelliera Merkel.


I precedenti sondaggi elettorali sembravano escludere la possibilità di una continuazione dell’attuale coalizione di governo fra liberali e conservatori. Oggi, invece, con il Partito Liberale Democratico sopra il 5%, le aspirazioni socialdemocratiche di formare – per non parlare di guidare – un governo appaiono più lontane dal potersi realizzare. Sebbene, infatti, la distanza fra l’attuale coalizione e i partiti di opposizione (cioè tutti gli altri partiti al di sopra della soglia del 5%) si stia assottigliando, i socialdemocratici hanno escluso la possibilità di formare un governo con Die Linke.

Finora, alla luce di quanto affermato dai candidati nel corso dei dibattiti politici, la campagna elettorale è sembrata concentrarsi soprattutto su una narrazione dello status quo delle attuali condizioni socioeconomiche. La parte finale della campagna, in particolare i dibattiti televisivi, sarà forse un’opportunità per comunicare concrete proposte politiche per il futuro.

I dibattiti televisivi all’americana fra i principali candidati hanno una storia piuttosto recente in Germania (i primi sono andati in onda nel 2002). L’elettorato tedesco, del resto, non vota direttamente per la posizione di Cancelliere, non darà il voto direttamente a Merkel o Steinbrück. Il voto andrà ai parlamentari e dai risultati nascerà una coalizione di maggioranza.

Eppure la discussione sui dibattiti televisivi che ha avuto luogo sui media (ce n’è stato uno, più vivace ma meno chiaro, anche fra i rappresentanti degli altri tre partiti minori: Die Linke, i Verdi e il Partito Liberale Democratico) potrebbe avere una certa influenza sui risultati finali. Steinbrück può aver sorpreso i telespettatori (ben 17 milioni!), essendo stata la sua performance migliore di quanto ci si aspettasse. Un altro fattore che potrebbe segnare un punto a vantaggio dei socialdemocratici riguarda le difficoltà dei conservatori a mobilizzare il loro elettorato, già fiducioso nella vittoria. Insomma, per quanto devastanti i sondaggi possano apparire per i socialdemocratici (al momento si attesterebbero intorno al 25%) – si tratta, appunto, di sondaggi, non ancora di elezioni.

Un altro format televisivo potrebbe poi influenzare l’elettorato. Merkel, il 9 settembre, e Steinbrück, due giorni dopo, hanno risposto alle domande di centocinquanta rappresentanti dell’elettorato. La Cancelliera si è trovata in difficoltà in particolar modo quando ha dovuto promuovere le sue politiche relative ai settori a basso reddito (Leiharbeit) e quando ha dovuto spiegare – cosa che ha fatto in termini piuttosto vaghi – la sua posizione contro il diritto delle coppie omosessuali all’adozione. Al momento in cui questo articolo viene scritto, il programma con le domande a Steinbrück deve ancora essere mandato in onda.

Più in generale, le politiche sociali – in particolare la questione dei salari minimi e le politiche sociali rivolte agli anziani – hanno dominato la campagna elettorale. Qui le differenze fra sinistra e destra sono state più evidenti. Mentre Peer Steinbrück, Jürgen Trittin (Verdi) e Gregor Gysi (Die Linke) condividono l’idea di introdurre salari minimi, di investire in migliori politiche per gli anziani e di aumentare le tasse sui redditi più alti, per Angela Merkel e Rainer Brüderle il focus è l’autonomia dei processi economici che può essere messa in atto attraverso una riduzione della pressione fiscale.

Un recente rapporto del governo tedesco, mostra una diminuzione dei tassi di disoccupazione cominciata a partire dal 2005. Tuttavia, nello stesso lasso di tempo, il rischio povertà è aumentato e le diseguaglianze nella società tedesca non si sono ridotte. Questo sviluppo può essere ben compreso se si prende in considerazione il numero di persone con un lavoro a basso reddito (sempre nel medesimo periodo). Questa “segregazione sociale” è consolidata dalla forte correlazione riscontrata in Germania fra l’istruzione dei bambini e il livello scolastico dei genitori. Ciò detto, diventa chiaro come le politiche sociali tedesche siano distorte e come i costi del programma di austerità “siano pagati” dalla mancanza di investimenti nelle politiche sociali.

Le conseguenze del confronto fra la narrazione (potrebbe essere peggio e, in effetti, sembra che la Germania se la passi piuttosto bene) e la battaglia politica in prima linea (conservazione versus innovazione della comunità politica) saranno in parte indicate dalle elezioni regionali in Baviera il prossimo 15 settembre. Il risultato darà degli indizi sull’umore dell’elettorato e su come questo possa essere mobilizzato. Queste elezioni potrebbero persino innescare la campagna federale che è, in effetti, una battaglia fra l’interpretazione del presente stato di cose in Germania e in Europa. Abbiamo bisogno di maggiori investimenti per aumentare la coesione sociale suddividendo gli oneri economici, o piuttosto la politica deve favorire gli investimenti privati al fine di incrementare i profitti? In fin dei conti, le elezioni non sono un gioco, ma riguardano il modo in cui definire la società in modo che funzioni al suo meglio in futuro.



[1] Vorrei qui sottolineare che soltanto una donna (Angela Merkel) ha preso parte ai più importanti dibattiti televisivi. Per quanto riguarda i moderatori, solo due su sei erano donne. Il dibattito fra i leader dei partiti minori, in cui i moderatori sono stati soltanto due, è stato una discussione fra uomini.

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