Idee per una nuova politica industriale dei rifiuti

Written by Italianieuropei Monday, 10 November 2014 15:28 Print


Il tema dei rifiuti è periodicamente all’attenzione dei media e dell’opinione pubblica quando assume caratteri drammatici e di urgenza. Nella gestione del problema è finora mancata una visione strategica che consenta non solo di risolvere la questione in termini non emergenziali ma di trasformarla in una opportunità di sviluppo e crescita con notevoli benefici ambientali e positive ricadute economiche, industriali e occupazionali. La Fondazione Italianieuropei, che negli anni ha dedicato grande attenzione al tema dei rifiuti e della loro corretta gestione, ha elaborato, in collaborazione con Bain & Company, alcune “Idee per una nuova politica industriale dei rifiuti”, a cura di Roberto Prioreschi e Sandro Orneli.

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Il sistema di gestione dei rifiuti va interpretato in una logica di rete, con servizi erogati in condizioni di efficacia ed economicità omogenee in tutto il paese.




copertina_rifiutiIl superamento delle discariche, la creazione di reti impiantistiche moderne, efficienti e sostenibili, lo sviluppo di mercati del riciclo dinamici e redditizi non sono delle chimere, ma obiettivi alla portata di un paese che fa parte a pieno titolo dell’economia globale. Parlare di rifiuti in Italia oggi significa, nella maggior parte dei casi, discutere di discariche esaurite, infrazioni comunitarie, immondizia a cielo aperto, crisi emergenziali e traffici illeciti; tutte problematiche annose e che traggono le loro origini da scelte di politica industriale discutibili o – più spesso – assenti. Eppure, siamo di fronte a un comparto sempre più rilevante dell’economia nazionale e che, come tale, dovrebbe rivestire un ruolo centrale nelle strategie del paese. Una trasformazione è possibile? La risposta risiede nella definizione di un sistema di regole certe, chiare e condivise che affrontino di petto tutte le problematiche che oggi rallentano lo sviluppo industriale del settore: la programmazione e la realizzazione degli investimenti, l’efficienza e l’efficacia gestionale, le tensioni economiche e finanziarie delle aziende, la farraginosità degli assetti regolatori e di governance. In altre parole, è necessaria una visione unitaria di politica industriale che abbracci tutta la catena del valore (raccolta e trasporto; smaltimento finale; riciclo e recupero) e le diverse tipologie di rifiuto (urbano e speciale), al fine di governarne le significative interrelazioni, cogliendo al contempo le specificità che caratterizzano le diverse fasi, sia in ragione delle peculiarità normative (mercati regolati vs. mercati liberi) che delle diverse priorità strategiche (efficienza, qualità del servizio, sviluppo).


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